Relativa Carenza Energetica: cosa fare? | Top Doctors

La Relativa Carenza Energetica: una condizione dalle molteplici conseguenze

Autore: Prof. Carlo Campagnoli
Pubblicato: | Aggiornato: 21/08/2018
Editor: Top Doctors®

Come può la carenza energetica interferire sulla funzione ovarica e sulla salute delle ossa? Ce lo spiega il Prof. Carlo Campagnoli, esperto in Ginecologia ed Endocrinologica a Torino.

Cosa si intende per Relativa Carenza Energetica?

Quando si parla di Relativa Carenza Energetica ci si riferisce alla perdita dell’equilibrio tra i nutrienti ingeriti, che possono essere carenti in assoluto o in maniera relativa, e le effettive necessità psico-fisiche. È uno squilibrio che colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini, soprattutto quelle impegnate in attività sportive. Nelle ragazze la prima manifestazione di netta carenza energetica è l’amenorrea, con annessa riduzione dei livelli di estrogeni. L’amenorrea è un importante segnale di un disagio generale dell’organismo, a cui può corrispondere anche una riduzione delle prestazioni sportive.

Complicanze della Relativa Carenza Energetica

Ulteriori problemi possono nascere a livello cardiovascolare, con modifiche della pressione e del ritmo cardiaco, e a livello osseo, con osteoporosi causata dall’amenorrea e dalla carenza di nutrienti. Verso la fine dell’adolescenza, le ossa raggiungono il massimo consolidamento. Ciò avviene, da una parte, ad opera dei fattori di crescita (proteine capaci di stimolare lo sviluppo delle cellule) che aiutano la formazione dell’osso e dall’altra dagli estrogeni che ne contrastano il riassorbimento. Fisiologicamente infatti, dai 20-25 anni inizia il declino progressivo dell’azione dei fattori di crescita. Ecco quindi che quando esiste una malnutrizione ed una carenza di nutrienti si presentano problematiche quali l’amenorrea e l’osteoporosi già in età giovanile.

Il ruolo dell’anoressia

Le patologie citate si verificano nelle amenorree da sottopeso, soprattutto nelle forme di anoressia e di para-anoressia, la cui prevalenza è più elevata tra le ragazze che praticano sport dove è necessaria una certa magrezza. Secondo alcune ricerche su gruppi di atlete, quelle con amenorrea ipoestrogenica presentano fratture da stress 5 volte superiori, e 10 volte di più quando vi sia anoressia. L’anoressia è specialmente pericolosa per il tessuto osseo delle ragazze in età adolescenziale. Il rischio di incorrere in una frattura aumenta già del 60% nei primi diciotto mesi di malattia. In aggiunta, quando l’anoressia si cronicizza a questa età, possono esservi conseguenze a lungo termine sullo sviluppo della statura e sulla strutturazione delle ossa. Non va anche dimenticato come la malattia alzi la mortalità fino a 5-10 volte di più rispetto ad un soggetto sano della stessa età. Una soluzione per risolvere l’amenorrea è costituita dalla pillola concezionale. Tuttavia, va specificato che questa non ha alcun effetto sugli ormoni della crescita o sullo sviluppo osseo. La miglior strategia rimane un recupero del peso in maniera salutare così che il ciclo mestruale ritorni naturalmente e con esso si riducano possibili danni all’apparato cardiovascolare e a quello osseo.

La Relativa Carenza Energetica nelle donne adulte: ricaduta sulla fertilità

Nelle forme più lievi e nelle donne adulte, la Relativa Carenza Energetica può manifestarsi in modo sfumato, con irregolarità mestruali modeste, o anche con flussi mestruali apparentemente regolari ma con sottili imperfezioni della funzione ovarica. Queste si traducono spesso in difficoltà nell’ottenere la gravidanza desiderata, con subfertilità o infertilità. Opportune modifiche dello stile di vita (attività fisica e, soprattutto, tipo di alimentazione), con l’eventuale aggiunta di semplici terapie farmacologiche, portano a benefici per la fertilità.

Prof. Carlo Campagnoli
Ginecologia e Ostetricia

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