Curare le instabilità della spalla con l’artroscopia | Top Doctors

La stabilizzazione della spalla lussata

Autore: Dott. Maurizio Bellettato
Pubblicato: | Aggiornato: 16/08/2018
Editor: Top Doctors®

Una lussazione può essere curata con o senza chirurgia. Che terapia scegliere? Ne parla il Dott. Maurizio Bellettato, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Bologna


Scrivere in modo esaustivo della stabilizzazione della spalla lussata in poche righe è impossibile. Infatti prima di arrivare al trattamento chirurgico bisogna avere ben chiara la classificazione delle instabilità (usata come sinonimo di lussazione) che è un vero mare magnum. Le instabilità possono variare tra loro per direzione (anteriore, posteriore, inferiore), modalità di insorgenza (acuta, costituzionale o da micro-instabilità ripetuta), entità della traslazione (sublussazione o lussazione completa), frequenza degli episodi ed età del paziente, venendo così a creare numerose varietà anatomopatologiche intersecantesi le une con le altre con aspetti fortemente diversi e con indicazioni a trattamenti diversi.

Come vengono trattate le instabilità della spalla?

Il trattamento delle instabilità della spalla può essere:

  1. Incruento, con riduzione della lussazione e immobilizzazione con bendaggio
  2. Cruento, cioè chirurgico, che può essere a sua volta a cielo aperto o artroscopico

Tutti sono attuali e corretti con la giusta indicazione.
Il trattamento incruento è sicuramente indicato nel primo episodio traumatico dell'adulto e dell'anziano mentre, se si ha a che fare con un soggetto giovane e sportivo che svolge il proprio gesto tecnico al di sopra della testa, le cose cambiano. L'orientamento moderno porta a proporre il trattamento chirurgico precoce per questi soggetti, anche al primo episodio, per evitare le frequenti recidive caratteristiche dell'età giovanile. Qui entra in gioco l'artroscopia che, negli ultimi anni, dopo un periodo di ricerca e tentativi con materiali non evoluti che hanno portato a numerosi fallimenti, si è dimostrata essere risolutiva in una grande percentuale dei casi. Infatti non tutte le lussazioni hanno la stessa lesione anatomopatologica e pertanto non tutte vanno trattate in artroscopia e la chirurgia aperta mantiene ancora il suo ruolo nelle gravi instabilità recidivanti magari con deformità ossea (ampie lesioni di Hill Sachs, bony Bankart, ecc.) tali da necessitare di interventi come la trasposizione della coracoide secondo Latarjet o plastiche capsulari secondo Neer.

Il ruolo dell’artroscopia nella stabilizzazione della spalla lussata

L'artroscopia sta prendendo sempre più spazio visto il costante miglioramento dei risultati, della soddisfazione dei pazienti per la rapidità della ripresa e per la riduzione dei rischi di rigidità articolare e di artrosi date dalla chirurgia aperta e, non ultimo, per motivi estetici, cosa ben gradita dalle ragazze che non si ritrovano una cicatrice permanente molto visibile sulla faccia anteriore della spalla. Pertanto il messaggio deve essere: non fare invecchiare troppo l'instabilità con frequenti recidive di lussazione che provocano l'aggravamento delle lesioni anatomopatologiche, rivolgendosi al trattamento di stabilizzazione artroscopica precoce. Nelle lesioni gravi ed inveterate resta indispensabile e valida la chirurgia aperta. Il trattamento chirurgico deve essere seguito da un adeguato ed indispensabile periodo di riabilitazione e di recupero dell'articolarità senza il quale l'intervento stesso viene a perdere di senso.

 


Editor: Marta Buonomano

Dott. Maurizio Bellettato
Ortopedia e Traumatologia

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