La terapia neoadiuvante per il tumore al pancreas

Autore: Dott. Giovanni Butturini
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Le tecniche chirurgiche sono in continuo progresso e grazie anche ai farmaci intelligenti aumentano le prospettive per la cura del tumore del pancreas. Il Dott. Giovanni Butturini, esperto in Chirurgia Generale a Verona, ci parla della terapia neoadiuvante per le neoplasie pancreatiche

Cos’è il tumore al pancreas?

Il cancro al pancreas ha un’incidenza minore di altri tumori, ma è la quarta causa di morte per neoplasia in Italia. Il tumore al pancreas è molto aggressivo e, nonostante i progressi degli ultimi decenni, è difficile ottenere buoni risultati. L’adenocarcinoma duttale, che ha origine dalla ghiandola pancreatica, è il più temibile tra le neoplasie del pancreas. In circa l’80% dei casi, infatti, viene diagnosticato in fase avanzata e ciò impedisce un approccio chirurgico radicale. Il 20% dei pazienti che possono essere operati, invece, devono affrontare un intervento molto complesso con la possibilità di complicanze in un terzo dei casi trattati, correndo il rischio di recidive in organi distanti (principalmente il fegato).

 

Terapia neoadiuvante per il tumore al pancreas

Le terapie neoadiuvanti comprendono tutti i trattamenti che possono essere offerti ai pazienti affetti da un tumore asportabile. Per questo motivo si chiamano “neoadiuvanti”: vengono applicate sui pazienti prima della chirurgia in modo da ridurre l’entità del tumore e permettere di procedere con radicalità oncologica durante l’intervento. I tipi di terapia neoadiuvante sono:

  • Chemioterapia sistemica: farmaci iniettati con flebo o somministrati con pastiglie che distruggono le cellule tumorali
  • Radioterapia esterna: eseguita insieme all’assunzione di chemioterapici a bassa dose.

Entrambe hanno come obiettivo quello di ridurre le dimensioni del tumore, rendendone più facile l’asportazione e sterilizzando le aree circostanti. L’applicazione di queste terapie è indicata nei casi di tumori borderline (cioè al limite dell’operabilità) a causa dell’infiltrazione di vene ed arterie vicine al pancreas che rischiano di essere colpite dai tumori. Sulla tecnica da adottare nei casi di tumori borderline si hanno opinioni differenti tra gli esperti, alcuni preferiscono la terapia medica ed altri la chirurgia immediata: questo può creare confusione al paziente che chiede due o più pareri medici.

 

Terapia neoadiuvante e tumore al pancreas: a chi rivolgersi?

In Italia abbiamo al giorno d’oggi una decina di ospedali specializzati nella chirurgia pancreatica. È bene, dunque, rivolgersi ad uno di questi centri e consultare uno specialista che a sua volta sarà affiancato da un team multidisciplinare specializzato. È importante che le TAC addome eseguite con mezzo di contrasto siano adeguate agli standard richiesti ed alla complessità del tumore al pancreas

 

Tumore al pancreas: quali sono le prospettive future?

Il nostro sogno sono le terapie personalizzate. In futuro si potrà comprendere meglio la biologia di ogni singolo tumore. Per ora dobbiamo offrire al paziente il corretto e rapido inquadramento diagnostico con una stadiazione pre-operatoria il più possibile certa, ottenere velocemente la biopsia di tutti i casi di tumore non operabile per dare la possibilità di iniziare quanto prima la chemioterapia ed offrire ai pazienti con tumori resecabili la possibilità della rimozione chirurgica in centri ad alto volume il più rapidamente possibile. Inoltre occorre fare in modo che il paziente dopo l’intervento chirurgico abbia un rapido recupero per poter iniziare la chemioterapia adiuvante (post-operatoria). Per questo siamo impegnati ogni giorno a studiare le migliori tecniche al fine di ridurre le complicanze chirurgiche.

Dott. Giovanni Butturini
Chirurgia generale

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