Le distorsioni di caviglia

Autore: Prof. Marco Guelfi
Pubblicato:
Editor: Valentina Rubino

Le distorsioni di caviglia, o più comunemente “storte”, sono uno degli infortuni più frequenti che si verificano in campo ortopedico. Si possono verificare nel mentre di attività sportive o di normali attività quotidiane come, ad esempio, una passeggiata o scendendo le scale. Ne parla il Prof. Marco Guelfi, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Genova

Che cosa sono le distorsioni di caviglia?

Nella maggioranza dei casi, le distorsioni avvengono con il piede rivolto verso la parte interna, cioè in supinazione: questo ha come conseguenza la lesione dei legamenti esterni. Meno frequenti sono invece i traumi che avvengono con il piede rivolto all’esterno, ovvero in pronazione e con l’interessamento dei legamenti interni. Insieme a queste lesioni, sovente si verificano dei danni alla cartilagine, chiamate lesioni osteocondrali.
Le lesioni legamentose che si verificano a causa di una distorsione, se correttamente diagnosticate e trattate guariscono nella maggior parte dei casi senza bisogno di intervento chirurgico, ovvero attraverso un adeguato trattamento conservativo-riabilitativo. Per questo è importante una visita ortopedica, durante la quale il medico deciderà, a seconda della gravità, il trattamento adeguato.
Nonostante ciò, circa il 20% delle rotture dei legamenti tendono a sviluppare un’instabilità cronica alla caviglia o altri seguiti (quali dolore in regione anteriore-laterale, gonfiore post attività, dolore alla deambulazione etc), che portano alla necessità di un intervento chirurgico. Oggigiorno grazie a nuove tecniche possibile anche per via solamente artroscopica

Quali sono i sintomi?

Successivamente a una o più storte, generalmente a distanza di qualche mese, la persona può sviluppare un’instabilità di caviglia o altri disturbi che possono limitare le attività quotidiane.
Molti soggetti accusano, come sintomo principale, dolore e gonfiore davanti al malleolo, nella regione cosiddetta anterolaterale; questo può essere indice di una possibile rottura parziale o completa del legamento peroneo astragalico anteriore. Se il paziente sviluppa anche un’instabilità maggiore, questo può lamentare sfiducia nell’appoggiare il piede, o l’impressione di storta mentre cammina, o difficoltà nella comminata con tacchi o il bisogno di sostegno nel scendere le scale.

In cosa consiste il trattamento?

Successivamente a una distorsione, il primo trattamento in fase acuta a cui si fa ricorso è quello conservativo, che si basa sul protocollo PRICE:

 

  • Protezione grazie a un tutore
  • Riposo
  • Ice, ossia ghiaccio
  • Compressione con bendaggi elastici
  • Elevazione dell’arto del paziente.

In seguito si consiglia di seguire un percorso riabilitativo propriocettivo e di rinforzo della muscolatura della gamba. I tempi di recupero possono variare da 1 a 3 mesi secondo la gravità della lesione legamentosa. Nonostante ciò, nei casi più gravi di distorsione o a causa di ripetitive storte, il paziente può presentare dolore costante, gonfiore in seguito a determinate attività e instabilità cronica della caviglia. In queste situazioni, è meglio intervenire chirurgicamente.   

Come avviene l’intervento chirurgico?

Negli ultimi anni il trattamento chirurgico dell’instabilità di caviglia ha subito cambiamenti radicali con lo sviluppo di nuove tecniche che permettono, nella maggior parte dei casi, di operare in modalità completamente artroscopica. Questa tecnica offre diversi vantaggi rispetto alla tradizionale modalità open, dato che permette la riparazione dei legamenti attraverso solo tre incisioni di circa 1cm. Oltre ad essere un vantaggio estetico per il paziente, offre benefici in termini di velocità e guarigione. Inoltre, grazie all’artroscopia è possibile avere una visione completa dell’intera articolazione, potendo così individuare ulteriori problemi ai legamenti o alle cartilagini, come sinoviti, soft tissue impingement, lesioni condrali o osteocondrali.    

Prof. Marco Guelfi
Ortopedia e Traumatologia

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