Le lesioni benigne del fegato e gli angiomi: il ruolo dell’ecografia!

Autore: Dott. Giovanni Galati
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Le lesioni benigne o focalità epatiche sono alterazioni nodulari, solide o liquide, che insorgono nel parenchima epatico, ovvero all’interno del fegato. Ne parla il Dott. Giovanni Galati, esperto in Medicina interna a Roma

Cosa sono le lesioni benigne del fegato?

Le lesioni benigne o focalità epatiche sono alterazioni nodulari, solide o liquide, che insorgono nel parenchima epatico,Fianco ovvero all’interno del fegato.

Le più frequenti sono la cisti, l’angioma, e più raramente, l’adenoma epatocellulare e l’iperplasia focale nodulare. Vi sono anche altre focalità ancor più rare (ad esempio il nodulo necrotico solitario), ma giungiamo di solito a queste diagnosi per esclusione e ricorrendo alla biopsia epatica.

Qual è la lesione più frequente?

Nella mia esperienza è frequente riscontrare gli angiomi epatici che, in determinate casistiche, sembrano arrivare ad interessare sino al 20 % della popolazione. Tipicamente si individuano in donne fra i 30 e 50 anni ed hanno caratteristiche ben specifiche.

Quali sono gli accertamenti da fare in caso di angioma?

L’angioma è di frequente riscontro occasionale in corso di una normale ecografia addominale. Ha delle caratteristiche ecografiche tipiche e specifiche, e spesso non è necessario altro approfondimento. In casi particolari, per esempio angiomi di grosse dimensioni (> 5-10 cm) che comprimono vasi o vie biliari e colecisti certamente può essere utile un accertamento di “secondo livello” come la Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto (Gadolinio). Più recentemente è di notevole aiuto il completamento dell’esame ecografico basale con l’iniezione di mezzo di contrasto endovena nella stessa seduta, con una diagnosi di certezza nel quasi 100 % dei casi.

Ci sono rischi per queste formazioni e come vanno seguite?

L’angioma, la cisti e l’iperplasia focale nodulare vanno semplicemente seguite nel tempo con l’ecografia, ma in caso di stabilità delle dimensioni negli anni e certezza della diagnosi non è necessario null’altro.

Unico caso particolare è l’adenoma epatocellulare, che va definito con certezza con indagini come la Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto epatospecifico, poiché esiste il raro evento di una trasformazione neoplastica soprattutto nell’uomo o in caso di grosse dimensioni anche sanguinamento. Ma come dicevo, si tratta di formazioni estremamente rare.

Crede che un’ecografia epatica valga la pena effettuarla almeno una volta nella vita?

Certamente si. Molti dati sono aspecifici e privi di rischio e preoccupazione. Tuttavia avere note anche la presenza di alcune formazioni epatiche benché assolutamente benigne è utile. Basterebbe, salvo patologie o programmi di screening, almeno una volta nella vita effettuare un’ecografia addominale.

 

Dott. Giovanni Galati
Medicina interna

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