Le vertigini non sono tutte uguali!

Autore: Dott. Alberto Lenzi
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Editor: Top Doctors®

Soffrire di vertigini può essere veramente fastidioso, soprattutto quando non si sa quali sono le cause e come gestirle. Ne parla il Dott. Alberti Lenzi, esperto in Otorinolaringoiatria a Milano

Vertigini: quali tipi esistono?

La vertigine viene clinicamente distinta in oggettiva (o rotatoria) e soggettiva.

La vertigine oggettiva è caratterizzata da un senso di allucinazione spaziale dovuta ad una rotazione dell'ambiente circostante. Questa sensazione è causata dall’involontaria deriva dei globi oculari, sospinti verso il lato della défaillance vestibolare, cui corrisponde un movimento del campo visivo in senso opposto: la presenza del nistagmo (il movimento involontario dei bulbi oculari) fa sì che vi sia una movimento oculare lento verso il lato deficitario ed un rapido recupero in senso opposto, recupero che avviene in assenza di visione.

La vertigine soggettiva, invece, è caratterizzata da un senso di instabilità, disequilibrio, e debolezza generale, che può portare a volte allo svenimento o all’annebbiamento del campo visivo.

Vertigini: da cosa sono causate?

La vertigine oggettiva è spesso dovuta ad una patologia del recettore vestibolare, ovvero della parte periferica dell'apparato vestibolare. A volte, questo tipo di vertigine può essere legato anche ad una patologia del sistema nervoso centrale, ma in questo caso è spesso associata ad altra sintomatologia neurologica.

La vertigine soggettiva, invece, è più spesso dovuta a turbe cardiocircolatorie e viene frequentemente mal descritta dal paziente, che tende a enfatizzare la situazione e a riferirla in modo confuso al medico.

Per quanto riguarda la vertigine oggettiva, questa può essere a sua volta suddivisa in tre categorie, in base alla durata della manifestazione:

  • Vertigine rotatoria breve: della durata di frazioni di minuto, si può ripresentare anche più volte nella giornata;
  • Vertigine rotatoria della durata di alcune ore: è spesso associata a sintomi uditivi, come distorsioni sonore (percezione di suoni metallici) e acufeni. Può rappresentare l’inizio di una patologia degenerativa del labirinto su base idropica;
  • Vertigine rotatoria della durata di alcuni giorni: è riconducibile a processi infiammatori del recettore vestibolare e/o del primo neurone afferente.

Vertigini: per ogni tipo, la giusta terapia

Dal punto di vista terapeutico, occorre operare una prima distinzione tra vertigine oggettiva, di pertinenza otoiatrica, e vertigine soggettiva, che potrebbe rappresentare un campanello d'allarme per una disfunzione più propriamente internistica.

Una volta appurata la presenza di una sofferenza vestibolare periferica, occorre fare un’ulteriore suddivisione in base alle caratteristiche temporali della vertigine stessa, in quanto ognuna delle tre sottocategorie implica un approccio terapeutico differente:

  • Di tipo Kinesico nel primo caso;
  • Di tipo farmacologico eziopatogenetico nel secondo caso (che agiscono sulla causa della malattia);
  • Di tipo farmacologico sintomatico nel terzo caso (si agisce sui sintomi).

Lo specialista, quindi, ha il compito di effettuare una diagnosi accurata, che consenta un corretto inquadramento clinico e l’adeguato approccio terapeutico risolutivo.

Dott. Alberto Lenzi
Otorinolaringoiatria

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