Lesioni del ginocchio? Curale con l’artroscopia!

Autore: Dott. Mario Morbidi
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Quali sono le principali lesioni che interessano il ginocchio? Perché il menisco si lesiona? Quali sono i più comuni trattamenti utilizzati? Il Dott. Mario Morbidi, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma, risponde a tutti i nostri dubbi

Quali sono le lesioni più frequenti del ginocchio?

L’articolazione del ginocchio è molto complessa e le sollecitazioni a cui è sottoposta interessano tanto le strutture ossee quanto quelle capsulari, meniscali, miotendinee e legamentose. Sovraccarichi improvvisi, la  scorretta esecuzione di un movimento atletico o una torsione della gamba con il piede fisso a terra, possono provocare delle lesioni acute in cui viene spesso danneggiato il menisco.

Perché il menisco si lesiona?

Esistono due menischi, il mediale e il laterale, che sono situati sulla superficie della tibia e fusi con la capsula articolare. Questi menischi, la cui forma è simile ad una mezzaluna, hanno una discreta mobilità che consente loro di eseguire efficacemente movimenti articolari. Se si esegue un movimento scorretto, una o entrambe queste strutture vengono lacerate o contuse, rimanendo bloccate tra il femore e la tibia. I sintomi principali di una lesione al menisco sono dolore, gonfiore ed impossibilità ad articolare e/o caricare l’arto.

Lesione del menisco: è possibile ripararla?

A seguito della diagnosi, eseguibile attraverso una RM, il paziente verrà indirizzato nella maggior parte dei casi ad un intervento chirurgico. L’operazione, eseguibile in artroscopia, prevede delle piccole incisioni cutanee che consentono al chirurgo di riparare o asportare la parte lesionata. Il tempo di recupero a seguito dell’artroscopia è piuttosto rapido, il paziente dovrà sottoporsi ad un programma di fisioterapia e potrà riprendere le attività sportive dopo 6-8 settimane.

Lesioni dei legamenti crociati

I legamenti crociati (anteriore e posteriore) sono delle strutture situate tra il femore e la tibia ed hanno il compito di stabilizzare il ginocchio durante un movimento. Oltre a questi, esistono anche il legamento collaterale mediale e collaterale laterale, che si trovano ai lati del ginocchio. Come accade per i menischi, un sovraccarico eccessivo o un movimento scorretto possono causare la rottura parziale o totale dei legamenti, caratterizzata da una sintomatologia simile a quella sopracitata. È raro riscontrare la rottura di entrambi i legamenti ed è bene sottolineare che il crociato anteriore è quello più frequentemente soggetto a lesioni.

Come vengono trattate le lesioni ai legamenti?

La terapia per una lesione ai legamenti viene scelta in base al tipo di instabilità e alla gravità del danno. Le lesioni totali hanno come unica soluzione l’intervento di ricostruzione (plastica legamentosa) che, servendosi di segmenti tendinei, ha come obiettivo la ricostruzione chirurgia del legamento danneggiato. A seguito dell’operazione, il tempo di recupero previsto è di circa 12 settimane.

Artroscopia: una tecnica versatile

L’artroscopia è una tecnica chirurgica utilizzata per “liberare” le grosse articolazioni bloccate dalla fibrosi (aderenze) e per “lavare” le articolazioni affette da infezioni (artriti settiche). Le principali lesioni che si possono trattare in artroscopia sono:

  1. Lesioni al menisco, asportando o riparando tessuti
  2. Lesioni ai legamenti (in particolare quello anteriore), ricostruendo la struttura con evidenti vantaggi per il paziente
  3. Lesioni ai tendini, come la rottura della cuffia dei rotatori della spalla
  4. Lesioni della cartilagine, spesso associate ad uno dei precedenti casi, eseguendo innesti osteocondrali o di condrociti
  5. Altri casi, come lo studio istologico dei tessuti, la ricerca della biomeccanica delle articolazioni, il fissaggio delle fratture articolari ed il controllo del risultato di un intervento maggiore

Questa procedura prevede l’utilizzo di una soluzione acquosa per distendere l’articolazione e l’esecuzione di incisioni cutanee puntiformi utili all’inserimento degli strumenti chirurgici e di un telescopio con telecamera e luce a fibre ottiche del diametro di 4 mm. Può essere eseguita con vari tipi di anestesia (generale, tronculare o locale) ed è controindicata in pazienti che soffrono di gravi fibrosi articolari o che presentano infezioni in atto.

Dott. Mario Morbidi
Ortopedia e Traumatologia

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