Lesioni del menisco: quale terapia scegliere?

Autore: Prof. Hassan Zmerly
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Editor: Jennifer Verta

In caso di lesione al menisco, quando è opportuna una terapia conservativa? ed in caso si decida di intervenire chirurgicamente quale trattamento scegliere? A queste domande risponde il Prof. Zmerly, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Bologna.

Perché il menisco è fondamentale per una corretta deambulazione?

L’importanza del menisco nel corretto funzionamento dell’intera articolazione del ginocchio è stata ampiamente dimostrata da vari studi medici nel corso degli anni. Il menisco è infatti una struttura particolarmente importante poiché non solo è in grado di assorbire gli urti a cui è sottoposto l’intero arto inferiore e mantenere la stabilità della gamba, ma aiuta anche ad evitare estroflessioni dell’articolazione e lubrificare la stessa. Ecco dunque poiché è fondamentale cercare di conservare la funzione dei menischi anche in caso di lesione. Esistono ovviamente diversi fattori che indirizzano verso un particolare trattamento invece di un altro, tra di essi ricordiamo la tipologia di lesione, l’età del soggetto, la cronicizzazione della problematica e possibili lesioni associate. Le lesioni del menisco si differenziano in base alla posizione della rottura, che può essere sia verticale che orizzontale, se la propagazione sia trasversale, longitudinale od obliqua e dalla forma delle stesse. Una volta attentamente valutati questi fattori si potrà decidere quale tecnica utilizzare. Di seguito andiamo ad esporre le varie tipologie di trattamento attualmente disponibili.

Trattamento conservativo

In caso di lesioni cosiddette “stabili”, ovvero qualora abbiano spessore parziale o comunque dimensione non maggiori di 1 cm, non è necessario procedere con alcun trattamento. Un trattamento conservativo del menisco sarà sufficiente per evitare ulteriori problematiche.

Meniscectomia

La meniscectomia è una tecnica con la quale si asportano i frammenti danneggiati e degenerati del tessuto meniscale trattando di preservare quanto più possibile il menisco stesso. Mentre in passato si tendeva ad utilizzare maggiormente la meniscectomia totale, oggi si preferisce intervenire con la procedura parziale poiché con quest’ultima le possibilità di incorrere in degenerazioni a distanza di 10 anni sembrano essere notevolmente ridotte.

Sutura Meniscale

La sutura meniscale è indicata nei casi di rotture longitudinali superiori ai 1,5 cm in cui si presenta ipermobilità del menisco, ma non sono presenti lesioni associate e la stabilità del ginocchio intero non è compromessa. Questa tipologia di tecnica ha subito notevoli miglioramenti nel corso degli anni ed oggi può essere eseguita in artroscopia, ossia in maniera mini-invasiva senza necessità di aprire l’articolazione. In base alla scelta dello specialista si potranno inoltre utilizzare suture a “clip” di varie dimensioni, per facilitare la chiusura dell’incisione, così come materiali riassorbibili (per esempio l’acido polilattico) o non riassorbibili (come il prolene). Esistono tuttavia alcune controindicazioni a questo intervento, che non può essere eseguito in qualora siano presenti problemi di vascolarizzazione periferica, malattie a carico dei reni o condizioni congenite nelle quali la produzione del collagene è compromessa.

Trapianto meniscale

Il trapianto meniscale, infine, è una tecnica sperimentale utilizzata solo in casi selezionati ove il paziente soffre particolarmente ed esistano limitazioni non indifferenti della mobilità dell’articolazione intera. Si utilizza principalmente per pazienti adulti, ma troppo giovani per subire un intervento di protesi o in seguito ad una meniscectomia post-traumatica. L’artrosi avanzata risulta invece un fattore sfavorevole al trapianto di menisco.

Prof. Hassan Zmerly
Ortopedia e Traumatologia

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