Lo sbiancamento dentale per eliminare le macchie superficiali

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 08/11/2018
Editor: Top Doctors®

Lo sbiancamento dentale consiste nell’eliminare le macchie superficiali dei denti, migliorandone il colore. Il paziente si sottopone ad un trattamento che, grazie ad un gel ad alta concentrazione di perossido di idrogeno, rende la dentatura più bianca e brillante. Gli esperti in Odontoiatria ci spiegano in cosa consiste

 

 

Che tipi di sbiancamento esistono?

 

Ci sono due tipi di sbiancamento:

  • In clinica: il dentista o l’igienista, dopo aver protetto le gengive, applica il gel sui denti del paziente. Per rendere più efficace il trattamento, si utilizzano delle lampade laser, che permettono al gel di agire in profondità.
  • Domestico: consiste nell’utilizzare delle mascherine che hanno la forma dell’arcata dentale superiore. Aiutandosi con una siringa, si mette il gel dentro alla mascherina, che viene poi “incastrata” sui denti.

 

Questo procedimento danneggia lo smalto dei denti?

 

Questo procedimento è totalmente innocuo per lo smalto dei denti, in quanto non produce alcun tipo di lesione. Semplicemente, aumenta la permeabilità dello smalto, per far sì che l’agente sbiancante possa penetrare in profondità nella dentina e sbiancare il dente.

 

Quanto può migliorare il colore?

 

Il risultato può variare molto da paziente a paziente, dipendentemente dalla causa per cui si è rovinato il colore e dalla tonalità di partenza. Se, ad esempio, si parte da denti molto ingialliti o ingrigiti, il risultato finale non sarà ottimo. Si ottengono, comunque, dei miglioramenti visibili.

 

Esiste una scala che indica quale risultato si raggiungerà partendo da una determinata tonalità. I risultati migliori si ottengono su quei denti che hanno perso lustro e colore per cause naturali (come la perdita dello smalto) o perché si sono ingialliti a causa di tabacco e caffè.

 

Quanto durano i risultati?

 

Lo sbiancamento dentale, se effettuato in maniera corretta, può durare molti mesi. Di solito, dopo uno o due anni si perde progressivamente la tonalità e in questi casi è consigliabile fare un piccolo rinforzo, magari con uno sbiancamento domestico.

 

 

Quante volte si può fare lo sbiancamento dentale?

 

Lo sbiancamento dentale in clinica si realizza normalmente una volta all’anno o una volta ogni due anni, mentre lo sbiancamento domestico si fa una volta all’anno. Si possono fare anche delle sedute di rinforzo per non perdere la tonalità bianca dei denti.

 

È un procedimento doloroso? Ha effetti collaterali?

 

Il procedimento non è doloroso, anche se richiede alcune attenzioni. Innanzitutto, si potrebbe riscontrare, nei giorni successivi al trattamento, un’ipersensibilità al freddo e al calore.

 

Nei casi dello sbiancamento in clinica, si dovranno proteggere le gengive con un materiale applicato dal dentista, in modo che l’agente sbiancante non operi anche sui tessuti molli delle gengive e non causi infiammazioni. Nel caso dovesse capitare, comunque, non è nulla di grave e il bruciore passa nel giro di poche ore.

 

In generale, gli effetti svaniscono dopo pochi giorni e nel caso dovessero continuare a lungo è bene chiedere consiglio all'Odontoiatra.

 

Con la collaborazione del Dott. José A. Ferrandiz Esteve

 Redazione di Topdoctors

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Odontoiatria


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