Mal di testa a confronto

Autore: Prof. Giovanni D'Attoma
Pubblicato: | Aggiornato: 23/10/2019
Editor: Antonietta Rizzotti

In Italia, circa 26 milioni di persone soffrono di mal di testa. Il Prof. Giovanni D'Attoma, esperto in Neuropsichiatria e Psicoterapia a Bari, ci aiuta a distinguere le diverse forme di cefalea

Le cefalee tensive: sintomi e trattamento

Questa forma di cefalea (o mal di testa) è abbastanza comune e rientra fra le forme di “cefalee essenziali”:

  • Emicrania
  • Cefalea a grappolo

L’emicrania caratterizza attacchi ricorrenti di cefalea variabili nella frequenza, nella loro durata ed intensità.donna sul divano con mal di testa

Il dolore pulsante è uno dei sintomi principali che colpisce più frequentemente un lato del capo (tempia, occhio, fronte), ma può essere anche bilaterale o iniziare in regione occipitale con successiva diffusione il resto del capo, nausea, vomito, intolleranza ai rumori (misofonia), alla luce (fotofobia) agli odori (osmofobia). Questi sintomi potranno essere presenti tutti o in parte (quattro su sei);

Una familiarità per emicrania è presente nel 70% dei pazienti, le donne ne soffrono più degli uomini (3:1).

L’insorgenza dell’attacco è favorita dallo stress, dal ciclo mestruale, da alcuni alimenti che incidono sulla vasodilatazione (cioccolato, alcool, formaggi, frutta secca), da farmaci, dal vento, dal freddo, da odori intensi.

Quanti tipi di emicrania esistono?

Si distingue l’emicrania senza aura che corrisponde sostanzialmente ai sintomi descritti precedentemente e l’emicrania con aura in cui il dolore è preceduto da sintomi visivi (scintille, oscurità del campo visivo, ecc.), o neurologici (parestesie, emiparesi fugace, turbe del linguaggio, ecc.), a volte caduta improvvisa prima della crisi (cefalea sincopale).

Da cosa è causata l’emicrania?

Attualmente si ritiene l’emicrania una patologia che coinvolge il sistema trigeminovascolare ed un gene (tuttora da scoprire) che agisca, attraverso il nucleo soprachiasmatico, sui ritmi circadiani di uno o più neurotrasmettitori (5HT, NA, CGRP) o gruppi di neuroni (locus coeruleus, PAG) che consentono l’esplosione della crisi.

Può dirci qualcosa in merito alla cefalea a grappolo?

La cefalea a grappolo caratterizza una forma di dolore pulsante che colpisce esclusivamente un lato del capo in particolare l’occhio, la fronte e la tempia, con arrossamento e lacrimazione dell’occhio interessato, rinorrea omolaterale, senso di ostruzione del naso, sudorazione profusa. Generalmente la crisi compare in piena notte da mezzanotte alle due, il dolore è particolarmente violento tanto da attribuire a questa forma di cefalea la denominazione di “cefalea del suicida” anche se non risulta alcun atto suicidario in concomitanza della crisi.

I soggetti più colpiti sono gli uomini (0.1% della popolazione), rarissima nelle donne, anche se in queste si può realizzare una condizione analoga, come l’emicrania parossistica.

uomo con mal di testa Questa forma di cefalea compare tipicamente in un particolare periodo dell’anno, in particolare in primavera, ma può verificarsi in qualsiasi altro periodo dell’anno, può durare venti giorni, ma può durare anche meno o più di venti giorni (per questo viene chiamata “cefalea a grappolo”), poi scompare per ricomparire l’anno successivo o due anni dopo. A volte si hanno più grappoli durante l’anno, a volte questa cefalea può presentarsi durante le ore diurne e durare molto più a lungo. A volte si possono manifestare nella stessa giornata, ad esempio nel pomeriggio e nella notte diverse crisi, fino a 7-8 crisi al giorno della durata da 10’ a quattro ore.

Quali sono le principali cause della cefalea a grappolo?

La causa di questa forma di cefalea viene attribuita ad una disfunzione ipotalamica, anche in relazione al trattamento risolutivo che si è ottenuto, trattando alcuni casi di cefalea a grappolo resistenti a tutte le terapie con tecniche neurochirurgiche (Deep Brain Stimulation) che agiscono a livello ipotalamico.

Quindi in conclusione, possiamo dire che in tutte le forme di mal di testa, vengono individuati due elementi essenziali:

  • La predisposizione genetica
  • Una disfunzione ipotalamica

Generalmente i sintomi sono caratterizzati da un senso di peso e/o di costrizione al capo, circoscritti o diffusi, saltuari o quotidiani, abbastanza lievi e saltuari, a volte molto gravi con tendenza alla cronicizzazione, possono scomparire durante il sonno, a volte persistere per le 24 ore, spesso correlati ad una condizione di stress, a condizioni psicologiche, a condizioni di disagio lavorativo che portano una contrazione dei muscoli del capo e del collo, a volte secondari ad un problema posturale.

Molto spesso la cefalea tensiva si accompagna ad un quadro di tipo emicranico che resiste ai tentativi terapeutici più generosi, con psicofarmaci, antiepilettici e i classici farmaci usati nella profilassi dell’emicrania.

Nel nostro Centro Cefalee e Neuropsichiatria utilizziamo specifiche strategie psicoterapeutiche con l’eventuale aggiunta di qualche farmaco e, nelle forme più resistenti utilizziamo una nuova tecnica assolutamente indolore il TMS; nei ragazzi preferiamo l’utilizzo del Biofeedback e/o il Training Autogeno.

 

 

 

Prof. Giovanni D'Attoma
Neuropsichiatria infantile

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