Malattie neurodegenerative: orizzonti terapeutici

Autore: Dott.ssa Graziella Madeo
Pubblicato:
Editor: Veronica Renzi

Le malattie neurodegenerative sono quelle patologie del sistema nervoso determinate dalla progressiva e irreversibile perdita di specifiche popolazioni di cellule nervose che determinano problemi nel controllo dei movimenti, o alterazioni delle funzioni cognitive (memoria, linguaggio, attenzione), e/o alterazioni del comportamento. Approfondiamo l’argomento con la Dott.ssa Graziella Madeo, Specialista in Neurologia a Rimini

Quali sono le più frequenti?

Tra le patologie più frequenti, e oggi, anche più conosciute, abbiamo le demenze, tra cui la malattia di Alzheimer, e la malattia di Parkinson. Queste malattie sono un importante problema di salute pubblica. Si stima che nel mondo oltre 55 milioni di persone abbiano ricevuto una diagnosi di malattia neurodegenerativa. Solo in Italia, almeno 1 milione sono le persone con demenza (di cui 600 mila con malattia di Alzheimer) e 400mila persone convivono con la malattia di Parkinson. Insomma, i numeri parlano di un fenomeno allarmante che è destinato ad aumentare nei prossimi anni con l’invecchiamento della popolazione. Altre malattie neurodegenerative sono la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e le malattie del motoneurone, la malattia di Huntington, Demenza a corpi di Lewy, Demenza frontotemporale, Atassia di Friedreich.

È possibile fare prevenzione?

Oggi, quando parliamo di malattie neurodegenerative dobbiamo superare l’dea che non ci sia niente da fare, e dobbiamo invece proporre metodiche, basate su evidenze scientifiche, che dimostrano come è possibile intervenire sia per la prevenzione di queste patologie sia per il loro trattamento attraverso azioni combinate. In particolare, seguire una dieta equilibrata, evitando cibi processati e zuccheri semplici, e fare esercizio fisico regolare permettono di contrastare quei processi che danneggiano il funzionamento delle nostre cellule cerebrali. Bastano 20 minuti di camminata veloce al giorno per ossigenare meglio il nostro cervello e mantenerlo in forma. Un altro importante intervento di prevenzione è quello di ridurre i fattori di rischio cardio e cerebrovascolare, quali l’ipertensione arteriosa, il diabete, il sovrappeso, il fumo di sigaretta e il consumo di alcolici.  

Esistono, ad oggi, terapie efficaci per queste patologie?

Grazie a numerosi studi ed evidenze scientifiche sempre più solide, sappiamo che possiamo fare molto per prevenire queste patologie e per dare una buona qualità di vita a quelle persone che ne sono già affette, nonostante non abbiamo ancora a disposizione terapie in grado di bloccare il processo degenerativo. Oggi abbiamo a disposizione terapie in grado di potenziare la plasticità cerebrale che è il meccanismo di base che permette il corretto funzionamento del nostro cervello e che può rappresentare uno strumento terapeutico utile per alcune condizioni neurodegenerative. Ad esempio, la combinazione di interventi di stimolazione cognitiva e di stimolazione magnetica transcranica (una tecnica di stimolazione cerebrale non-invasiva) permette un miglioramento dell’attenzione, dei processi legati alla memoria, al linguaggio e alla pianificazione, portando ad un miglioramento significativo della qualità di vita delle persone che hanno una diagnosi di demenza e dei loro familiari.

Per tutte quelle condizioni neurodegenerative che compromettono il movimento, come ad esempio la malattia di Parkinson, la riabilitazione neuromotoria rappresenta un valido strumento per migliorare la funzione motoria e prolungare il più a lungo possibile l’autonomia del paziente. Sono, inoltre, in studio terapie biologiche, che grazie all’uso di anticorpi hanno l’obiettivo di contrastare l’accumulo di proteine anomale responsabili del danno tossico a carico dei neuroni.

Dott.ssa Graziella Madeo
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