Malattie sessualmente trasmesse: non solo è HIV!

Autore: Dott.ssa Annamaria Parisi
Pubblicato:
Editor: Cristina Quaranta

Quando parliamo di malattie sessualmente trasmesse, in genere ci riferiamo alle più comuni, ma esistono diversi tipi. La Dott.ssa Annamaria Parisi, esperta in Ginecologia a Bari, ci spiega quali sono e le terapie indicate

Sifilide (Treponema Pallidum)

Inizialmente avviene per contatto diretto in sede genitale seguito da un periodo di incubazione di circa tre settimane (Primaria: Sifiloma-adenopatia) e dopo un decorso extra-genitale con interessamento di cute (Secondaria: Sifiloderma), sistema cardiovascolare e sistema nervoso (Terziaria: noduli-gomme danni cardiovascolari-demenza):

  • Latente: sierologia positiva       
  • Congenita: in seguito a trasmissione materno-fetale attraverso la placenta

La diagnosi è sierologica (VDRL e TPHA), si avvale di un test per la ricerca di anticorpi nel sangue e nel liquido cefalorachidiano. La terapia è antibiotica (penicillina-tetraciclina).

Gonorrea (Gonococco)

Periodi di incubazione 1-4 giorni, nel 70% dei casi femminili può essere asintomatica e sono interessati uretra, vagina, cervice, salpingi, ghiandole del Bartolino, canale anale e faringe, ma soprattutto può essere responsabile di infezioni pelviche (PID). Nell’uomo colpisce uretra, prostata, canale anale e faringe. Più raramente interessa articolazioni, cute, endocardio, congiuntiva, meningi.

La diagnosi è colturale mediante tampone vaginale e uretrale. La Terapia è antibiotica (Penicelline, Cefalosporine).

Chlamydia Trachomatis (Chlamydia, battere intracellulare)

È la più frequente nei paesi occidentali e prevede un’ncubazione di 1-3 settimane. Alcuni sierotipi sono responsabili del Linfogranuloma venereo e del Tracoma. Spesso si associa alla gonorrea con cui condivide le localizzazioni, ma può essere anche poco sintomatica.

La diagnosi si avvale dell’esame colturale, di metodi immunochimici e dell’amplificazione genica (DNA). La terapia è di macrolidi.

Trichomonas Vaginalis (protozoo flagellato)

L’infezione si caratterizza per la presenza di secrezioni vaginali giallo-verdastre schiumose accompagnate da bruciore, prurito e disuria. La diagnosi può essere fatta con un esame batteriologico a fresco, in terapia si utilizza il metronidazolo.

Papilloma Virus

Esistono numerosi ceppi, oltre 120, ma il numero dei genotipi sembra in crescita, sono divisi in 16 gruppi indicati con le lettere dalla A alla P.

I vari genotipi sono classificati in base al possibile rischio oncogeno in:

  • Alto rischio oncogeno: HPV 16 e 18 (in particolare) e HPV 13,33,35,39,45,51,52,56,58,59,68,73;
  • Rischio intermedio: HPV 26,53,66;
  • Basso rischio: in particolare il 6 e l’11 che sono anche i più diffusi e sono responsabili dell’insorgenza dei condilomi genitali.

Si tratta di un’Infezione molto diffusa, circa l’80% della popolazione sessualmente attiva viene interessata, ma solo una piccola percentuale di questa presenta poi delle manifestazioni cliniche. È Favorita dalla riduzione delle difese immunitarie in seguito a stress, depressione, diabete, fumo, immunodeficienza acquisita. Le sedi interessate nell’uomo sono: glande, meato uretrale, prepuzio, asta peniena e ano. Nella donna vengono interessati: vulva, grandi e piccole labbra, vagina, cervice, ano, e più raramente bocca e faringe. Si manifesta con la presenza di condilomi acuminati, floridi o piani e verruche cutanee se responsabili dell’infezione sono i genotipi a basso rischio oncogeno, con vari tipi di lesioni displasiche se sono coinvolti i genotipi ad alto rischio. Nella donna i genotipi 16 e 18 sono quelli che più frequentemente sono coinvolti nell’insorgenza del carcinoma della portio.

La diagnosi è clinica in seguito a visita ginecologica, Pap test ed HPV test colposcopia, biopsia, esame istologico. La terapia si avvale di vari tipi di trattamento che vanno dall’uso di creme immunomodulanti, alla crioterapia, alla diatermocoagulazione (DTC), alla escissione chirurgica e alla Laser CO2 terapia (escissione e vaporizzazione), tecnica più moderna, seguita da una rapida guarigione senza reliquati.

Herpes Virus, virus DNA (Varicella zoster, Citomegalovirus, Epstein-barr)

Responsabili di infezioni genitali orofaringee, encefaliti erpetiche, infezioni neonatali. La sintomatologia comprende prurito, bruciore con arrossamento cutaneo e mucoso, vescicole, ulcere ed erosioni, linfoadenite satellite e febbre. Importanti fattori predisponenti sono: stress, esposizione al sole, chemioterapie, terapie con cortisonici. La diagnosi è clinica avvalorata da esami sierologici e dalla ricerca del DNA virale. In terapia si utilizzano antivirali locali e sistemici.

Virus Epatite B, C

Contagio per via sessuale ma anche per scambio di siringhe (tossicodipendenti), trasfusioni, tatuaggi, piercing, parto vaginale (contagio neonato). La diagnosi è clinica e sierologica.

 

Dott.ssa Annamaria Parisi
Ginecologia e Ostetricia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Questo sito Web utilizza cookie propri e di terzi per raccogliere informazioni al fine di migliorare i nostri servizi, per mostrarle pubblicità relative alle sue preferenze, nonché per analizzare le sue abitudini di navigazione..