Mi manca il fiato: cosa devo fare?

Autore: Prof. Riccardo Pellegrino
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

 

Nella maggioranza dei casi, la mancanza di fiato è sintomo di patologie molto gravi, non solo all’apparato respiratorio. Il Prof. Riccardo Pellegrino, esperto in Pneumologia a Torino, ci spiega perché a volte ci manca il fiato e perché non si deve sottovalutare questo problema

 

La mancanza di fiato è una malattia?

La mancanza di fiato è sempre un problema grave, un problema da non sottovalutare.

La difficoltà a respirare, infatti, indica che c'è un qualche problema, probabilmente anche grave, all'apparato respiratorio. Potrebbe indicare anche una qualche malattia del polmone o del torace, una malattia cardiovascolare o una malattia sistemica, come per esempio l’anemia. Sono problemi estremamente importanti. Per questo motivo, è necessario, sia da parte del medico che da parte del paziente, non sottovalutare mai questo sintomo.

 

Fiato corto: è un problema grave?

La dispnea è un termine medico, forse poco conosciuto da parte della gente comune, che sta ad indicare la difficoltà nel respirare. La dispnea è uno dei sintomi più importanti e vitali, tanto è vero che quando si manifesta si tende a rivolgersi immediatamente al medico.

Il sintomo è dovuto ad alcuni recettori nella periferia del cervello, che mandando dei segnali a seguito di una malattia che s’instaura nel polmone o nel cuore. Questi segnali viaggiano attraverso un nervo, raggiungono il cervello e danno origine alla difficoltà nel respirare.

 

Perché a volte manca il fiato?

Numerose sono le cause che fanno sì che il paziente vada dal medico di base, al Pronto Soccorso o dallo specialista perché gli manca il fiato. In genere, la mancanza di fiato è 8 volte su 10 dovuta a malattie del polmone, che sono principalmente di due tipi.

Il primo tipo è rappresentato da quelle malattie che determinano una riduzione del calibro dei bronchi, come per esempio l'asma, l’enfisema o la bronchite cronica nei fumatori. Sono queste malattie che col tempo causano difficoltà a respirare sempre maggiori.

Esistono, però, anche altre cause che determinano la difficoltà nel respirare e che nulla hanno a che fare con i bronchi. Il problema è la riduzione della grandezza del polmone, che si verifica, per esempio, in corso di versamento pleurico, in presenza di una malattia del torace, di una broncopolmonite o di una bronchite. Sono tutte condizioni dove il polmone e i suoi sensori vengono “schiacciati” e stimolati a mandare dei segnali al sistema nervoso centrale, interpretati, poi, come difficoltà a respirare.

 

Cosa bisogna fare quando manca il fiato?

Il paziente a cui manca improvvisamente e inaspettatamente il fiato decide in genere di andare al Pronto Soccorso, nel Dipartimento di Emergenza, dove saranno eseguiti esami del sangue, esami radiologici ed esami cardiologici.

Quando il sintomo si manifesta meno violentemente e in maniera cronica, invece, il paziente decide di andare dal proprio medico e, successivamente, di consultare uno specialista.

Lo specialista cercherà i sintomi e i segni della malattia, e farà degli esami sulla funzionalità respiratoria del paziente, per verificare qual è il punto d'inizio della malattia (bronchi, alveoli polmonari, etc.). Verranno, poi, eseguite ulteriori indagini, per esempio la radiografia del torace, la TAC, gli esami del sangue e dell'ossigeno.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Riccardo Pellegrino
Pneumologia e Malattie Respiratorie

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