Morte improvvisa: presta attenzione al tuo cuore!

Autore: Dott. Pietro Delise
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Editor: Jennifer Verta

Le patologie cardiache sono oggi tra le prime cause di morte. In molti casi l’evento mortale può essere improvviso, anche senza sintomi premonitori. Di questo tema e di come prevenire le cardiopatie e la morte improvvisa ce ne parla il Dott. Pietro Delise, esperto in Cardiologia in provincia di Venezia.

Chi è più vulnerabile alla morte improvvisa?

La morte improvvisa è un’eventualità che può verificarsi sia a riposo, che durante la pratica sportiva, specialmente se intensa. L’attacco può avvenire a qualsiasi età, anche nei soggetti giovani (prima dei 35 anni). I primi casi sono noti già dai tempi dell’antica Grecia (pensiamo a Filippide) e per questa ragione non si tratta di un fenomeno dell’età moderna. Gli episodi di morte improvvisa si verificano più frequentemente nel corso di attività ad alto impegno fisico e cardiovascolare come la corsa di lunga durata (maratona), calcio e ciclismo.

Perché si muore improvvisamente?

Quando si muore improvvisamente la responsabile è di regola una malattia cardiaca, spesso ignorata. Le malattie cardiache possono essere presenti a tutte le età, dunque anche tra i giovani. Nei soggetti sotto i 35 anni si può trattare di cardiomiopatie primitive di origine genetica, di anomalie coronariche congenite, di miocarditi o di malattie del cuore di tipo elettrico (canalopatie). Nei soggetti più anziani la causa più comune è una malattia aterosclerotica delle arterie coronariche (i vasi che irrorano il muscolo cardiaco). L’arresto cardiaco è provocato nella maggioranza dei casi da fibrillazione ventricolare, una tempesta elettrica che invade i ventricoli impedendone la normale attivazione e quindi la loro contrazione meccanica.

È possibile prevenire la morte improvvisa?

La prevenzione della morte improvvisa può avvenire attraverso la diagnosi precoce delle malattie cardiache (che possono essere presenti anche in assenza di sintomi). La si può fare con un accurato check up medico-cardiologico completato da un elettrocardiogramma a riposo. Attraverso queste indagini è infatti possibile accertare o almeno sospettare, sia nel giovane che nell’anziano, se esistono cardiopatie di diversa natura ed eventualmente programmare ulteriori indagini per confermarlo. Dopo i 35 anni, il rischio di una malattia coronarica aumenta in presenza di patologie pre-esistenti come diabete, ipercolesterolemia o ipertensione. In tali casi l’elettrocardiogramma durante test di sforzo può essere utile per evidenziare una sofferenza cardiaca causata da una ostruzione delle arterie coronariche con conseguente scarsa ossigenazione del muscolo cardiaco durante sforzo quando aumenta il consumo di ossigeno del cuore.

Cosa si può prevenire lo sviluppo della malattia coronarica?

Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’ultimo decennio l’ischemia cardiaca e l’ictus si sono confermati i primi due responsabili di decesso a livello mondiale. Alla base della malattia coronarica esistono fattori di rischio non modificabili come la familiarità, l’età avanzata e il sesso (più colpiti sono in genere gli uomini). Altri fattori di rischio invece sono modificabili (obesità, diabete, fumo, ipertensione etc.). Pertanto per prevenire lo sviluppo della malattia coronarica è importante seguire un’alimentazione sana (con pochi grassi), non fumare, controllare il colesterolo e la glicemia nel sangue e tenere sotto controllo la pressione. Altrettanto importante è però fare anche attività fisica, non necessariamente ad alta intensità, come lunghe camminate, passeggiate in bicicletta, nuoto o simili.

Dott. Pietro Delise
Cardiologia

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