Nuove tecnologie per la gastroenterologia e l'epatologia

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 21/11/2017
Editor: Top Doctors®

Oggi le tecniche chirurgiche sono sempre più innovative per curare molte malattie sia benigne che maligne. Il nostro esperto in gastroenterologia spiega quali sono e in che modo sono diventate essenziali per la biopsia e la cura di determinate patologie

Quali sono le tecniche più usate?

L’endoscopia e l’ecografia sono “la mano destra e sinistra del gastroenterologo”, ma oggi possiamo dire che le pinze per la biopsia stanno diventando sempre di più il terzo braccio del medico endoscopista, che unisce entrambe le tecniche, ed il terzo occhio del gastroenterologo.

Gli ultrasuoni sono vibrazioni sonore e non-udibili con una frequenza superiore a 16000 cicli per secondi (16 KHz) fino a raggiungere svariati MHz.

Evoluzione delle varie tecniche

Inizialmente, tramite gli ultrasuoni, sono stati realizzati “istogrammi epatici”, per poi passare all’elastografia transitoria, fino ad arrivare al Fibroscan, che tramite le sue onde medie analizza lo stato del fegato collegato con la fibrosi e steatosi epatica. In modo non-invasivo, tramite un punteggio ottenuto con onde sonore, si misura l’elasticità epatica in Kpa, per poi arrivare ad una diagnosi plausibile della fibrosi o cirrosi epatica. La biopsia epatica virtuale può essere effettuata su tutti i pazienti, a meno che non siano donne incinta o malati che presentano dei dispositivi impiantati nel proprio corpo.

Quali sono le nuove tecniche alternative?

L'elastosonografia è un’ecografia applicabile sia per il fegato che per il pancreas, tramite ecografia e endoscopia. Ha come obbiettivo quello di migliorare la diagnosi in modo da evitare uno studio istologico eseguito tramite biopsia. Inoltre questa tecnica è non-invasiva, e può differenziare infiammazioni, fibrosi e cancro, con una scala di differenti colori, oppure mediante l’aiuto di una scala da 1 a 255 che si converte poi in un punteggio.

Tramite l’endoscopia sono state utilizzate anche delle mini-sonde per migliorare la diagnosi, che però non hanno nulla a che vedere con la mini-sonda confocale, che è possibile introdurre anche nelle pratiche eseguite con endoscopio e che va connessa ad un dispositivo che usa un laser. Più di 30 000 fibre ottiche individuali conferiscono una risoluzione pari a 500 o 1000 volte maggiore dell’endoscopia convenzionale, con il fine di studiare la microstruttura interna dei tessuti dell’apparato digerente (istologia virtuale). Questo tipo di trattamento è indicato nel caso di neoplasie del tubo digestivo, gastriti, celiachia, coliti, ecc.

Inoltre, questa mini-sonda può essere introdotta per eseguire una laparoscopia al livello del fegato o per un’ecoendoscopia nel pancreas.

Come eseguire una diagnosi grazie a questi dispositivi?

La realtà virtuale è una scienza basata su computer e altri dispositivi che hanno come obbiettivo quello di riprodurre una realtà simulata. Il FibroScan, l’Elastosonografia e la Mini-Sonda Confocale sono tutte tecniche non-invasive per l’apparato digestivo, per provare a realizzare una diagnosi istologica nelle zone selezionate del tubo digestivo, del fegato e del pancreas. Questo serve per effettuare una diagnosi e capire la benignità o la malignità del disturbo, così da poter realizzare il trattamento adeguato.

In che modo viene effettuata ogni diagnosi tramite queste tecniche?

Sono necessarie molte ricerche per stabilire la correlazione di queste tecniche con le biopsie classiche. In alcuni casi, come per la fibrosi, le infiammazioni, la gastrite, la colite e la celiachia, non sarà importante l’approssimazione alla realtà. Nei casi in cui è necessario distinguere i casi di benignità da quelli di malignità, è importante sia la diagnosi che il trattamento medico.

 Redazione di Topdoctors

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Gastroenterologia


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