Oculoplastica: un intervento per ogni disturbo

Autore: Prof. Davide Sozzi
Pubblicato: | Aggiornato: 21/11/2018
Editor: Jennifer Verta

Il Prof. Davide Sozzi, esperto in Chirurgia Maxillo-Facciale a Milano, ci illustra nell’articolo tutte le tecniche con cui si possono oggi risolvere le problematiche che colpiscono l’area peri-oculare.

Cos’è l’Oculoplastica?

La Chirurgia Palpebrale ed Orbitaria, detta anche Oculoplastica si occupa di modificare le strutture circostanti all’occhio senza toccare quest’ultimo. Le pareti ossee ove il bulbo oculare è alloggiato, le ghiandole lacrimali, i nervi, i vasi sanguigni, il grasso, le strutture muscolari e le palpebre possono infatti andare incontro a varie patologie, infiammazioni, tumori ed ovviamente all’invecchiamento cutaneo. Nelle palpebre in particolare, il processo di invecchiamento non rappresenta solo un inestetismo ma anche e soprattutto una problematica funzionale. Di seguito analizzeremo le tutte le patologie che colpiscono quest’area e che oggi possono fortunatamente essere risolte con successo con la chirurgia oculoplastica ed orbitaria.

Entropion ed Ectropion

L’Entropion e l’Ectropion sono due disturbi che affliggono la rima ciliare inferiore o superiore dell’occhio che, a causa di traumi o semplicemente invecchiamento, tende a rivolgersi rispettivamente interiormente o esternamente. Il risultato sarà dunque, nel primo caso, un processo traumatico continuo da parte delle ciglia a carico della cornea e della congiuntiva, mentre nel secondo, una ridotta protezione del bulbo oculare che sarà più esposto ad infiammazioni. Una semplice operazione chirurgica in anestesia locale può risolvere le due problematiche, ritornando alla normalità breve tempo.

Blefarocalasi e Ptosi palpebrale

Quando la palpebra superiore dell’occhio tende a “cadere” a causa del cedimento delle strutture fibrose, ci troviamo di fronte alla patologia della blefarocalasi. Si sviluppa principalmente con l’età e non si tratta solo di un problema estetico, poiché modifica sostanzialmente il campo visivo del soggetto colpito. Simile alla blefarocalasi, è la ptosi palpebrale nella quale la palpebra superiore viene aperta con grande fatica ed in maniera incompleta per via del muscolo elevatore dell’area che non lavora correttamente. Questa condizione può essere presente anche nei bambini e se non risolta precocemente può provocare alterazioni del campo visivo e vizi posturali della testa e del collo. Operazioni chirurgiche in anestesia portano sollievo al paziente risolvendo le problematiche non solo dal punto di vista funzionale, ma anche estetico.

Lagoftalmo

Quando le palpebre non si sigillano perfettamente alla chiusura per via di traumi, paralisi al volto o malformazioni congenite si parla di lagoftalmo. Il rischio principale qui è che si verifichino disturbi alla cornea e alla congiuntiva, che con il tempo possono degenerare in danni permanenti alla vista. La risoluzione avviene, come nei casi precedenti, tramite chirurgia in anestesia locale.

Esoftlamo basedowiano

L’esoftalmo è una condizione per la quale il bulbo oculare viene spinto fuori dalla sua cavità impedendo alle palpebre di eseguire la loro funzione protettiva. È dovuto ad una crescita eccessiva dei muscoli estrinseci dell’occhio o ad un accumulo di grasso, causate a loro volta dall’ipertiroidismo. A causa di questa anomalia l’occhio non solo rimane più soggetto a qualsiasi trauma o infezione, ma può subire una vera e propria modifica della sua posizione, creando anche gravi lesioni al bulbo. Il trattamento consiste nella decompressione dell’orbita affetta con il riposizionamento del bulbo oculare. In seguito sarà estremamente importante una gestione multidisciplinare con l’endocrinologo e l’oculista.

Anoftalmia

Quando uno o entrambi i bulbi oculari non siano più presenti, a causa di una malformazione congenita, un incidente o in seguito a rimozione per una formazione tumorale, ci troviamo di fronte ad un’anoftalmia. La mancanza di un bulbo oculare va gestita precocemente da uno specialista per evitare che l’intera struttura scheletrica del viso subisca delle modifiche in termini di simmetria delle ossa e dei tessuti molli. Una protesi, inserita con un intervento in anestesia generale o locale, rappresenta attualmente il trattamento ideale poiché permette di bloccare la retrazione dei tessuti molli e delle palpebre.

Traumi delle pareti ossee

Traumi alle pareti ossee delle orbite con conseguenti cicatrici possono impedire una visione chiara, dando anche spesso origine ad infiammazioni al bulbo oculare stesso. Grazie ad interventi chirurgici in anestesia che impiegano tecnologie 3D per costruire e posizionare le protesi con precisione è oggi possibile intervenire correggendo le tutte le problematiche che affliggono le pareti orbitarie.

Disturbi di drenaggio delle vie lacrimali

Le problematiche che affliggono il drenaggio delle vie lacrimali si presentano a causa di infiammazioni, traumi o semplicemente per familiarità. La problematica si verifica in particolare quando il condotto naso-lacrimale è infiammato o ostruito e l’espulsione delle lacrime per questa via non avviene correttamente. Rimanendo costrette nei condotti lacrimali provocano ricorrenti processi infiammatori molto fastidiosi. In queste evenienze il chirurgo può ricostruire i dotti facendo uso di stent in silicone che verranno poi rimossi a distanza di qualche settimana

Prof. Davide Sozzi
Chirurgia Maxillo-facciale

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