Ostruzione delle vie lacrimali: diagnosi e trattamento chirurgico

Autore: Prof. Giulio Bonavolontà
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L’ostruzione delle vie lacrimali è una patologia dalle molteplici cause che può colpire uomini, donne e bambini di tutte le età. Ne parla il Prof. Giulio Bonavolontà, esperto in Oftalmologia a Napoli.

Che cos’è l’ostruzione delle vie lacrimali?

Si tratta di una condizione patologica molto frequente che può interessare sia gli adulti che i bambini, anche se ad esserne maggiormente colpito è il sesso femminile. La spiegazione di questo fattore fa ricercata nella conformazione intraossea del canale nasolacrimale che risulta maggiormente suscettibile nella donna a restringimenti ed occlusioni.

L’occlusione delle vie lacrimali può avere natura congenita e generalmente compare nei primi giorni di vita, va diagnosticata immediatamente per evitare che il piccolo paziente debba, in seguito, subire un intervento complesso.

Esistono poi le forme acquisite tipiche dell’adulto, la più comune delle quali è la cosiddetta Pando (Primary Acquaired Aasolacrimal Duct Obstruction).

Le cause sono molteplici e il più delle volte sono legate all’attività svolta dal paziente che lo porta a contatto, attraverso le vie nasali, ad infiammazioni croniche o ad una tendenza all’ipersensibilità della mucosa nasale di tipo allergica.

Le principali manifestazioni sintomatiche sono rappresentate da:

  • Stasi delle lacrime che provocano lacrimazione
  • Infiammazione
  • Epifora, ovvero l’eccesso di lacrime

Nei casi più gravi si può verificare un accumulo di muco-pus nel sacco lacrimale, che di conseguenza provoca gonfiore dei tessuti perisacculari, dato dai liquidi, arrossamento e dolore (dacriocistite).

In che modo viene diagnosticata l’ostruzione delle vie lacrimali?

Ai fini della diagnosi è necessario distinguere le vie lacrimali in alte e basse.

Le vie lacrimali alte comprendono:

  • I puntini lacrimali
  • I canalicoli lacrimali
  • Il canalicolo comune

Le vie lacrimali basse comprendono:

  • Il sacco lacrimale
  • Il dotto naso lacrimale

Quando ad infiammarsi sono le vie alte, l’ostruzione può essere provocata da ectropion o fenomeni infiammatori infettivi o non infettivi, da traumi oppure da neoplasie.

Se invece vengono coinvolte le basse vie lacrimali, l’ostruzione nella maggior parte dei casi è determinata da un’infiammazione aspecifica vascolare chiamata Pando, conosciuta anche con il termine inglese di Primary acquired nasolacrimal duct obstruction. Questa patologia è la causa principale di atrofia progressiva del sacco lacrimale.

La diagnosi prevede l’esecuzione del test della “digitopressione del sacco” e del test dell’irrigazione delle vie lacrimali. Entrambi i test, se positivi, possono indicare il ricorso alla terapia chirurgica o intervento di dacriocistorinostomia ex-DCR.

Può parlarci in breve della Dacriocistorinostomia?

Una volta stabilitasi l’occlusione che comporterà una continua lacrimazione, a volte anche mucopurulenta, è necessario procedere all’intervento di Dacriocistorinostomia, ovvero l’esecuzione di una nuova strada al di sopra dell’ostruzione.

Si tratta di una procedura chirurgica che, nella maggior parte dei casi, non lascia cicatrici e garantisce buoni risultati. A seconda dei casi l’intervento può essere eseguito in anestesia generale o locale e in base alla scelta del chirurgo può essere effettuato per via esterna o endonasale, questa ultima strada sembra avere una percentuale di recidiva più alta rispetto alla via ab externo.

Prof. Giulio Bonavolontà
Oculistica

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