Papilloma virus: come evitarlo e prevenirlo

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 08/11/2018
Editor: Top Doctors®

Considerando che il Papilloma Virus Umano è un virus sessualmente trasmissibile, è di vitale importanza sensibilizzare sull’uso del preservativo durante ogni rapporto sessuale. I nostri medici specializzati in Ginecologia ci spiegano cosa provoca l’HPV e come è possibile prevenire il cancro al collo dell’utero

 

 

Che cos’è il papilloma virus? Quanti tipo di virus ci sono?

 

Il Papilloma Virus Umano è un virus che infetta solo l’essere umano. Ad oggi si conoscono più di 100 ceppi del virus, ognuno con delle differenze nella sequenza del DNA.

Si possono dividere in due grandi gruppi: quelli che hanno un potere oncogeno più alto, cioè hanno la capacità di creare cellule cancerose (ceppi ad alto rischio), e quelli che hanno un potere oncogeno più basso (ceppi a basso rischio).

I tipi di virus che appartengono al secondo gruppo provocano delle infezioni che regrediscono in modo spontaneo e/o condilomi, cioè delle piccole verruche nelle zone genitali. I ceppi ad alto rischio (specialmente il 16 e il 18), invece, nell’80% dei casi danno origine ad un cancro al collo dell’utero, alla laringe, all’ano, al cavo orale e all’esofago.

 

Come si trasmette?

 

Il papilloma virus è fondamentalmente un virus a trasmissione sessuale, che si trasmette attraverso il contatto di fluidi e mucose.

Uno degli strumenti più importanti di prevenzione è il preservativo. Anche se questo non è sicuro al 100% (c’è il rischio che le mucose entrino in contatto), il rischio di infezione è quasi inesistente.

 

Quali sono i sintomi?

 

La primoinfezione, cioè quando si viene infettati per la prima volta, non si nota perché è asintomatica. In alcuni casi, però, si possono presentare dei condilomi nell’area genitale.

Normalmente il cancro tarda tra i 5 e gli 8 anni a presentarsi dopo l’infezione, anni in cui non si sa di essere stati contagiati e durante i quali si possono infettare, senza rendersi conto, i partner sessuali.

 

Causa sempre il cancro?

 

No. Fortunatamente nella maggior parte dei casi è possibile curare ed eliminare il virus.

 

 

Come si può prevenire il cancro al collo dell’utero?

 

È possibile individuare il cancro con un semplice Pap test, cioè un’analisi delle cellule del collo dell’utero.

Il Pap test è un esame diagnostico che consiste nel prelevare una piccola quantità di cellule del collo dell’utero con una spatola e un tampone. Le cellule vengono, poi, analizzate in laboratorio. Ogni donna che ha superato i 25 anni di età dovrebbe farlo una volta all’anno o ogni due anni, in modo da poter individuare il possibile virus in una fase curabile.

Possono farlo anche donne che hanno affrontato un’isterectomia (l’estirpazione parziale o totale dell’utero). La realizzazione di controlli periodici è la migliore maniera di prevenire lo sviluppo di un cancro al collo dell’utero provocato dall’HPV.

Oltre al preservativo e al Pap test, un altro importante strumento di prevenzione è il vaccino.

 

In cosa consiste il vaccino contro l’HPV?

 

La vaccinazione è il primo strumento di prevenzione, in quanto aiuta a combattere qualsiasi tipo di HPV.

Gli anticorpi che si creano a seguito del vaccino servono a tre cose: eliminare il virus; se lo si ha già contratto lo rende non contagioso; nel caso si fosse già creata una lesione che potrebbe portare al cancro la trattiene. Quindi, è possibile vaccinarsi anche se si è già venuti a contatto con il virus.

Il vaccino si fa alle bambine tra gli 11 e i 14 anni di età, cioè prima che queste diventino sessualmente attive. Ciononostante, ogni donna fino ai 49 anni di età può vaccinarsi come misura di prevenzione.

Il vaccino, oltre a prevenire lesioni precancerose causate dal papilloma virus, riduce il rischio di comparsa di verruche genitali.

 

 

Con la collaborazione della Dott.ssa Beatriz Pérez González e del Dott. Juan José Vidal Peláez

 Redazione di Topdoctors

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Ginecologia e Ostetricia


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