Prevenire il cancro al colon

Autore: Dott. Edoardo Fesce
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

Il cancro al colon è, purtroppo, uno dei cancri più frequenti nell’uomo. Proprio perché la malattia è così comune, sono ormai attive numerose campagne di prevenzione, basate perlopiù sull’individuazione di sangue nelle feci. Il Dott. Edoardo Fesce, esperto in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva a Milano, ci parla degli screening oncologici per prevenire questo tipo di tumore

 

 

1) Quanto si può ridurre la percentuale di sviluppare un cancro al colon se si segue un programma di screening?

Le campagne di screening, di controllo, si basano in genere sulla ricerca di sangue nelle feci, cosiddetto occulto perché non visibile ad occhio nudo. Già solo con questa semplice indagine, meglio se con test di tipo immunologico, si ottiene una riduzione del rischio di cancro superiore al 20%, e una riduzione della mortalità specifica superiore al 40%.

Ancora più efficace è lo screening con sigmoidoscopia, cioè con un esame endoscopico del tratto terminale dell’intestino crasso, ossia sigma e retto. Con questa metodica, si riescono ad individuare le lesioni precancerose presenti nella zona e a prevenire la degenerazione neoplastica nel 40-50% dei casi.

La pancolonscopia, un esame endoscopico che permette di visualizzare l’intero intestino crasso, invece, viene indicata soltanto come accertamento in caso di positività del test di screening o per la sorveglianza dei soggetti ad alto rischio.

 

2) Quando bisogna effettuare lo screening oncologico?

La fascia di età ideale per sottoporsi ad uno screening oncologico è quella tra i 50 ed i 75 anni di età, ovviamente se non si presentano condizioni di rischio come la familiarità.

 

3) Dopo l’asportazione di eventuali lesioni precancerose, bisogna continuare a sottoporsi a controlli?

Dopo una polipectomia, cioè l’asportazione delle lesioni precancerose, sarà comunque necessario continuare a vedere il medico per dei controlli, anche se con tempistiche differenti in base alla gravità delle lesioni asportate.

In caso di asportazione di 1 o 2 adenomi delle dimensioni inferiori ai 10 mm e del tipo meno predisposto alla degenerazione (non villoso), sarà sufficiente un controllo a 10 anni. In presenza di un alto grado di displasia, di adenomi superiori ai 10 mm, e/o di più di due adenomi asportati, allora è consigliato un controllo ogni 3 anni. La consulenza genetica è raccomandata in presenza di più di dieci adenomi.

 

Editor Karin Mosca

 

Dott. Edoardo Fesce
Gastroenterologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies