Prevenire l’infarto non è fantascienza!

Autore: Prof. Francesco Prati
Pubblicato:
Editor: Giulia Boccoli

L’infarto è una patologia seria da non sottovalutare. Oggi prevenirlo non è più una speranza ma una realtà concreta e il Prof. Francesco Prati, esperto in Cardiologia a Roma, illustra gli esami diagnostici che permettono di individuare ii fattori di rischio

 

L’infarto miocardico è causato da un’improvvisa occlusione di un’arteria coronaria, un vaso che irrora il muscolo cardiaco. L’infarto insorge improvvisamente ed è spesso dovuto a piccoli restringimenti coronarici (placche aterosclerotiche). Queste ultime possono andare incontro ad un’improvvisa rottura (ulcerazione), causando l’occlusione dell’arteria e come conseguenza l’infarto, tipicamente caratterizzato da un forte dolore al petto.


Quando il dolore supera i 15 minuti è bene rivolgersi al 118, soprattutto per intervenire qualora si verifichi una fibrillazione ventricolare, un’aritmia mortale che va trattata con elettroshock. In ospedale si effettuerà la procedura di angioplastica che consiste nella dilatazione della coronaria occlusa mediante un palloncino.


Prevenire l’infarto è fondamentale. Oggi è importante aggiungere alla ricerca dei fattori di rischio l’individuazione, mediante tecniche di imaging non invasivo, di segni iniziali di aterosclerosi. Piccole placche aterosclerotiche possono essere individuate con l’ecografia delle arterie carotidi oppure tramite un esame semplice come il Calcium Score, ottenuto mediante una TAC coronarica modificata (basse radiazioni e senza contrasto) che permette di rilevare l’aterosclerosi nelle arterie coronarie del cuore. 

Prof. Francesco Prati
Cardiologia

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