Prevenzione cardiovascolare: come ridurre il rischio di infarto e ictus

Autore: Dott. Fabio Mangiacapra
Pubblicato: | Aggiornato: 20/07/2018
Editor: Top Doctors®

Il Dott. Fabio Mangiacapra, esperto in Cardiologia a Roma, ci parla delle malattie che possono colpire il nostro sistema cardiovascolare e come prevenirle.

Cosa sono le malattie cardiovascolari?

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nei paesi occidentali. La causa più frequente delle patologie dell’apparato cardiocircolatorio è l’aterosclerosi, cioè un accumulo di grassi all’interno della parete delle arterie. Le placche aterosclerotiche causano un restringimento (stenosi) delle arterie e, nei casi estremi, ne determinano la completa occlusione. La presenza di stenosi arteriose provoca una riduzione del flusso di sangue e quindi dell’apporto di ossigeno e sostanze nutrienti agli organi. La conseguenza di ciò, soprattutto quando è richiesto un aumento del flusso ematico (ad esempio al cuore o ai muscoli in caso di esercizio fisico), è l’ischemia, ossia un afflusso di sangue insufficiente agli organi interessati. Quando l’aterosclerosi si localizza nelle arterie del cuore (coronarie), l’ischemia provoca la comparsa di sintomi quali l’angina pectoris. Talvolta, le placche aterosclerotiche possono andare incontro a rottura e ciò può innescare la formazione di coaguli di sangue (trombosi) che occludono rapidamente il vaso, determinando l’interruzione completa del flusso di sangue. L’occlusione di una coronaria si manifesta con l’infarto miocardico, mentre l’occlusione di un’arteria del sistema nervoso centrale si manifesta con l’ictus cerebrale.

Quali sono i fattori di rischio cardiovascolare?

I fattori di rischio per lo sviluppo di aterosclerosi, e quindi di malattie cardiovascolari, comprendono:

  • L’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia),
  • L’aumento della pressione arteriosa (ipertensione),
  • Il diabete,
  • Il fumo di sigaretta,
  • L’obesità.

Tali fattori di rischio sono modificabili, in quanto ciascuno di essi può essere tenuto sotto controllo attraverso variazioni dello stile di vita o interventi farmacologici. Uno stile di vita adeguato per la prevenzione delle malattie cardiovascolari include un’alimentazione ricca di frutta, verdura e pesce, l’abolizione del fumo di sigaretta, una regolare attività fisica, e il controllo del peso corporeo. Una terapia farmacologica può essere necessaria per un ottimale controllo dell’ipercolesterolemia, dell’ipertensione arteriosa e del diabete.

Come si valuta il rischio cardiovascolare?

Considerando la potenziale complessità delle malattie cardiovascolari, una precoce identificazione dell’aterosclerosi risulta di particolare importanza per prevenirne le complicanze. Le linee guida della Società Europea di Cardiologia raccomandano un iniziale screening per la valutazione del rischio cardiovascolare negli uomini di età superiore ai 40 anni e nelle donne al di sopra dei 50 anni, o comunque dopo la menopausa. Tale screening include una valutazione iniziale della pressione arteriosa ed un prelievo di sangue per misurare i livelli di colesterolo, trigliceridi e glicemia.

Quali esami si utilizzano per rilevare l’aterosclerosi?

In presenza di un elevato rischio cardiovascolare, può essere opportuno eseguire alcuni esami strumentali che permettano di valutare più approfonditamente la funzione cardiovascolare ed escludere la presenza di aterosclerosi a livello delle arterie che nutrono gli organi nobili come cuore e cervello. Tali esami sono:

  • Elettrocardiogramma da sforzo (o test ergometrico): registrazione dell'elettrocardiogramma durante l'esecuzione d'uno sforzo fisico, per esaminare la risposta dell'apparato cardiovascolare all'attività fisica ed eventuali alterazioni dell'elettrocardiogramma;
  • Ecocardiogramma (ecocolordoppler cardiaco): metodica diagnostica non invasiva che utilizza gli ultrasuoni per esplorare l'anatomia e la funzione del cuore;
  • Ecocolordoppler arterioso: metodica diagnostica non invasiva che utilizza gli ultrasuoni per esplorare l'anatomia e la funzione del sistema arterioso, ed in particolare delle arterie del collo, degli arti inferiori, e dell’addome;
  • Monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa (MAP): metodica che consente di valutare la reale presenza e l'entità dell'ipertensione arteriosa i quei pazienti nei quali la diagnosi è dubbia o in quelli nei quali la terapia ottimale non sembra essere sempre efficace;
  • Holter ECG: registrazione dell'attività elettrica del cuore per 24 o più ore grazie alla quale si possono individuare occasionali aritmie, non identificabili durante il breve tempo di un elettrocardiogramma standard.

Inoltre, un controllo periodico dello stato di salute consente di migliorare il proprio stile di vita, prevenire l’insorgere di malattie o curarle per tempo. Un check-up cardiologico garantisce un controllo globale delle funzionalità cardiocircolatorie ed è consigliato per prevenire patologie cardiovascolari a chi ne è predisposto per familiarità o fattori di rischio.

Dott. Fabio Mangiacapra
Cardiologia

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