Prevenzione del tumore al seno metastatico

Autore: Prof. Claudio Zamagni
Pubblicato: | Aggiornato: 18/06/2018
Editor: Top Doctors®

Il Prof. Claudio Zamagni, esperto in Oncologia a Bologna, ci parla del tumore della mammella metastatico, argomento da lui trattato il 26 ottobre durante la campagna nazionale “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”

Tumore al seno e metastasi

Il tumore al seno nasce e si sviluppa all’interno della mammella e può diffondersi, a volte anche precocemente, al di fuori della stessa attraverso i vasi linfatici ed il sangue: in questo caso si parla di tumore al seno metastatico. Il tumore alla mammella con metastasi non è dunque una malattia diversa dal tumore al seno in fase precoce, ma rappresenta un momento diverso dell’evoluzione della neoplasia. L’incidenza dei tumori alla mammella è stabile, ma negli ultimi anni sono aumentati i casi in soggetti al di sotto dei 40 anni in tutto il mondo occidentale.

Come si scelgono i farmaci migliori per ogni singola donna?

Esistono molti tipi di tumore al seno ed ognuno di loro ha caratteristiche biologiche e molecolari diverse. La terapia farmacologica più appropriata ad ogni singola donna viene scelta basandosi sulle caratteristiche evidenziate dalla diagnosi istologica e biomolecolare del tumore primitivo e, quando possibile, anche delle lesioni metastatiche. I trattamenti farmacologici ad oggi disponibili sono: vari tipi di chemioterapie (esistono più farmaci diversi tra di loro), farmaci antiormonali e farmaci a bersaglio molecolare. Non bisogna dimenticare che nella malattia metastatica è importante anche il trattamento locale di queste lesioni: ciò richiede un team multidisciplinare con il coinvolgimento di un chirurgo ed un radioterapista.

L’importanza della diagnosi precoce

Nel 1997 sono stati introdotti in Emilia Romagna dei programmi di screening mammografico per pazienti con età compresa tra i 50 ed i 69 anni e negli ultimi anni, proprio per facilitare la diagnosi precoce, sono stati estesi anche ad altre fasce d’età (45-74 anni). Promuovere la diagnosi precoce è fondamentale non solo per poter eseguire un intervento meno demolitivo, ma anche per ridurre il rischio di metastatizzazione perché quando la malattia diventa metastatica le possibilità di guarigione si riducono drasticamente.

Tumore al seno metastatico: quali sono gli obiettivi futuri?

Oggi le probabilità di sopravvivenza sono nettamente migliorate rispetto al passato. Sono state sviluppate nuove terapie che riducono la possibilità di metastasi e consentono, in caso di malattia metastatica, di prolungare i tempi di sopravvivenza della paziente. La ricerca clinica condotta negli ospedali è fondamentale perché è l’unico strumento che abbiamo per poter ottenere terapie più efficaci e garantire ad un numero sempre maggiore di donne una lunga sopravvivenza. Il nostro obiettivo futuro è quello di poter parlare di guarigione anche per le donne con tumore della mammella metastatico.

 

 

Editor: Marta Buonomano

Prof. Claudio Zamagni
Oncologia

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