Procedura LEEP: lo strumento fondamentale per la diagnosi del tumore al collo dell’utero

Autore: Dott. Alessandro Spada
Pubblicato:
Editor: Claudia Serra

I tumori del collo dell’utero sono frequenti in Italia, soprattutto fra le donne giovani. Con la procedura LEEP, come ci spiega il Dott. Alessandro Spada, specialista in Ginecologia, si può trattare o diagnosticare questo tipo di patologia. Vediamo in cosa consiste.

Cos’è la LEEP?

La LEEP (Loop electrosurgical excision procedure) o conizzazione cervicale è una procedura chirurgica creata per trattare dottoressa che parla con pazienteo diagnosticare la patologia del collo dell’utero (portio o cervice) evidenziata attraverso un pap-test anormale. Questa tecnica, ormai molto diffusa, permette di individuare e trattare le lesioni in una fase precoce.

Consiste in una sottile ansa metallica, attaccata ad uno strumento elettrico, che permette la rimozione precisa del tessuto che ci interessa a livello della portio. La procedura è molto mirata e precisa, per cui il danno al tessuto vicino è praticamente inesistente e, nello stesso tempo, il tipo di strumento permette di coagulare i piccoli vasi sanguigni e di fare direttamente l’emostasi evitando così i sanguinamenti.

Il maggior beneficio di questa procedura è l’asportazione e la successiva analisi istologica del tessuto anormale con una metodica minimamente invasiva, non dolorosa e con minimi rischi.

Qual è la procedura per questa biopsia conica cervicale?

L’intervento deve essere eseguito al di fuori della fase mestruale, meglio appena dopo la mestruazione. È eseguito in regime di Day Hospital e può essere eseguito in anestesia locale e dura solo pochi minuti, la paziente è dimessa a seconda del tipo di anestesia utilizzato, generalmente entro 1 ora.

Ci saranno delle perdite siero ematiche per alcuni giorni, ma raramente un sanguinamento eccessivo. In questo caso consigliamo di recarsi presso la clinica dove è stata eseguita la procedura, previa consultazione telefonica, o di rivolgersi direttamente all’operatore.

Rischi della LEEP

I rischi della LEEP sono molto rari, comunque includono:

  • sanguinamento importante (più di una normale mestruazione);
  • forti dolori addominali crampiformi;
  • febbre;
  • perdite vaginali odorose;
  • incompleta rimozione della zona alterata: in questo caso si può ripetere la procedura o valutare l’evoluzione eseguendo pap-test ravvicinati ad esempio ogni 3 mesi;
  • restringimento del canale cervicale (stenosi cervicale);
  • infezione;
  • incidentale taglio o lesione di tessuti normali.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento?

Ci si deve aspettare un lieve sanguinamento, o lievi crampi e perdite scure per qualche giorno. È necessario consultare subito il medico nel caso di:

  • sanguinamento maggiore di una mestruazione o con coaguli;
  • dolori addominali forti;
  • temperatura superiore a 38°;
  • perdite vaginali strane o con cattivo odore o comunque diverse da quelle che si hanno abitualmente.

Dottore, può dare dei consigli a chi si è sottoposto o si sta per sottoporre alla LEEP?

Ecco alcuni consigli utili:

  • Non alzare pesi eccessivi (superiori a 5 Kg);
  • Non avere rapporti, non usare tamponi interni e non fare lavande per 4 settimane;
  • Non introdurre niente in vagina, a meno che non sia stato prescritto dal medico curante;
  • Usare un qualsiasi antidolorifico;
  • Eseguire un pap-test e una colposcopia dopo tre mesi.

Il tumore al collo dell’utero è molto diffuso In Italia ed è più frequente nelle giovani donne, con il 4% dei casi. La sopravvivenza a 5 anni dei tumori del collo dell’utero in Italia è pari al 68%, secondo i dati del 2021 comunicati dal Ministero della Salute. Per questo motivo la prevenzione e la diagnosi precoce sono importanti.

Consiglio di recarsi presso la Clinica Città Giardino, dove è attivo il Servizio per la prevenzione e la diagnosi delle patologie della Cervice Uterina e dell’Utero, con una Equipe di Ginecologi, Anestesisti, Anatomo-Patologi in grado di completare in pochi giorni ogni percorso diagnostico terapeutico necessario.

Dott. Alessandro Spada
Ginecologia e Ostetricia

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