Prostata: i controlli sono fondamentali dopo i 50 anni

Autore: Dott. Maurizio Cremona
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Editor: Top Doctors®

Dopo i 40-50 anni, i controlli alla prostata sono vivamente consigliati a tutti gli uomini. Il Dott. Maurizio Cremona, esperto in Urologia a Milano e a Varese, ci spiega il perché

 

 

1) Che cos’è la prostata?

La prostata è una ghiandola piuttosto piccola: pesa 10-20 grammi, è lunga 3 cm e larga 4 cm. Con l’età, però, la ghiandola prostatica tende a ingrossarsi schiacciando l’uretra, il condotto attraverso il quale defluisce l’urina. Questo ingrossamento inizia a verificarsi intorno ai 40 anni (5-10% della popolazione maschile).

L’ingrossamento della prostata causa diversi disagi: difficoltà nella minzione; difficoltà nel svuotare completamente la vescica; getto urinario debole; bisogno di urinare durante la notte; etc.

 

2) Quali sono le malattie più comuni che possono colpire la prostata?

Le malattie che più comunemente colpiscono la prostata sono due: l’ipertrofia prostatica e il carcinoma prostatico.

L’Ipertrofia prostatica consiste in un ingrossamento benigno della prostata che crea una compressione sul canale uretrale e, quindi, ostacola la possibilità di urinare normalmente. In realtà, non sempre una prostata ingrossata causa sintomi fastidiosi: solo nei casi in cui l’ipertrofia è accompagnata da sintomi pesanti, si decide di intervenire farmacologicamente o chirurgicamente.

Il carcinoma prostatico, invece, è il tumore più frequente tra la popolazione di sesso maschile. Rappresenta, infatti, il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni, e in Italia si parla di circa 35mila nuove diagnosi all’anno.

 

3) Carcinoma prostatico: l’importanza dei controlli

L’ipertrofia non degenera in cancro, ma è possibile che le due situazioni di presentino contemporaneamente. Accade spesso che il cancro venga diagnosticato per caso durante un controllo per l’ipertrofia.

Poiché i primi sintomi del cancro alla prostata si manifestano solo in fasi avanzate della malattia, è necessario giocare d’anticipo. Dopo i 50 anni, con cadenza annuale, l’uomo dovrebbe sottoporsi ai seguenti esami:

  • Esplorazione rettale;
  • Ecografia vescico-prostatica;
  • Esami del sangue per valutare il dosaggio del PSA (l’antigene prostatico specifico).

Questi esami vanno assolutamente anticipati (già a partire dai 40 anni di età) nei soggetti che presentano casi di tumore alla prostata in famiglia.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Maurizio Cremona
Urologia

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