Q-Switched: rimuovere i tatuaggi con il laser

Autore: Prof. Enrico Bernè
Pubblicato: | Aggiornato: 12/11/2018
Editor: Top Doctors®

Quante persone si sono pentite di aver fatto un tatuaggio? Se fino a qualche anno fa rimuovere i disegni sulla pelle era una procedura dolorosa e non del tutto soddisfacente, oggi con il Q-Switched è possibile eliminare qualsiasi segno senza che rimangano cicatrici. Il Dott. Enrico Bernè ci spiega in cosa consiste questo trattamento

 

 

In cosa consiste la tecnica Q-Switched?

Il laser genera dei picchi di altissima potenza che durano per dei microsecondi e nanosecondi: in questo modo, il laser disintegra selettivamente il pigmento colorato del tatuaggio. Il resto del riassorbimento del pigmento viene completato dal metabolismo del corpo, grazie all’attività di alcune cellule del sistema immunitario.

La rimozione laser dei tatuaggi necessita una crema topica anestetica. Normalmente, per tatuaggi di piccole dimensioni, basta un raffreddamento cutaneo come anestesia.

 

Cosa fare dopo essersi sottoposti ad una rimozione laser?

Dopo il trattamento si possono presentare degli arrossamenti cutanei e dei gonfiori nella zona trattata. Si consiglia di proteggere la zona con delle creme e dei bendaggi.

La risoluzione del trattamento, la scomparsa dell’arrossamento e del gonfiore, avviene nel giro di pochi giorni, nei quali basterà applicare una crema idratante e la protezione solare se ci si espone al sole.

 

Quali sono i vantaggi della rimozione laser?

Il trattamento laser non lascia cicatrici, in quanto l’effetto termico è ridotto al minimo. Inoltre, agisce solo sulla zona coperta dal tatuaggio, senza che vengano danneggiati i tessuti circostanti.

 

In base a cosa cambia il risultato?

Il risultato è sempre soddisfacente, ma il numero di sedute per effettuare il trattamento cambierà in base alla grandezza del tatuaggio e alla sua densità (da quanta quantità e profondità di colore è composto). Per un tatuaggio di piccole dimensioni possono bastare anche 3 o 4 sedute, mentre per quelli più complessi 8-10 sedute, da effettuarsi ogni 4-8 settimane. La distanza tra una sessione e l’altra dipende dello stato in cui si trova la pelle dopo la sessione precedente.

Bisogna tenere in considerazione anche il colore del tattoo, in quanto i pigmenti si trovano a profondità diverse nella pelle. Ad esempio, rosso e nero reagiscono velocemente al laser, mentre il giallo e i colori più chiari si eliminano con più difficoltà.

 

Il Dott. Bernè consiglia di non sottoporsi al trattamento Q-Switched quando la pelle è abbronzata e, in generale, non farsi tatuare sopra i nei e vicino alla spina dorsale.  

Prof. Enrico Bernè
Chirurgia generale

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