Quale impianto dentale fa per te?

Autore: Prof.ssa Magda Mensi
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Editor: Jennifer Verta

La scelta del miglior impianto dentale va valutata attentamente per ogni paziente. Uno dei fattori più importanti da tenere in considerazione è senz’altro la quantità di osso residuo. Ce ne parla la Prof.ssa Magda Mensi, esperta in Odontoiatria a Brescia

Che cos’è l’implantologia?

L’implantologia dentale è la branca della medicina odontoiatrica che raccoglie tutte le metodiche utilizzate per ripristinare la base della funzione masticatoria di quei pazienti che soffrono di edentulismo (mancanza di un dente) parziale o totale. Utilizza infatti impianti dentali che vengono innestati in maniera chirurgica nelle ossa mascellari o mandibolari e a cui verranno agganciati i vari sistemi di protesi, che restituiscono la funzionalità e l’estetica. Si tratta però di un’opzione terapeutica che va sempre ben ponderata, poiché quando possibile è consigliabile mantenere le proprie strutture dentarie, piuttosto che procedere con un impianto in titanio. Una diagnosi con una valutazione accurata dei rischi e dei benefici è infatti ciò che dovrebbe caratterizzare uno specialista, assieme alla valutazione del migliore tipo di impianto per ogni paziente.

Impianto post-estrattivo

Si utilizza soprattutto in caso non esistano infezioni dopo un’estrazione traumatica per fornire stabilità immediata. Affinché l’impianto si integri correttamente sono necessari almeno 1,5 mm di osso attorno alla struttura impiantata, per garantire ciò possono essere utilizzati biomateriali appositi per bloccare il riassorbimento osseo e linguale residuo.

Minirialzo di seno

Si impiega questa tecnica quando l’osso disponibile ha spessore di almeno 3-4 mm e consente di ampliare l’area del sito implantare sollevando la membrana di Schneider tramite osteotomi.

Grande rialzo di seno

Si applica questa metodica attraverso rialzo ver via laterale nel caso in cui l’osso disponibile sia inferiore ai 3 mm e può consentire l’impianto immediato qualora esistano i presupposti di stabilità adeguati. Grazie all’impiego di bisturi piezoelettrici è possibile intervenire sull’area in maniera sempre più delicata senza il rischio di perforazione.

Importanti considerazioni sugli impianti

È bene tenere presente che l’impianto in titanio può andare incontro a problematiche di varia natura, per questa ragione non può essere considerato “superiore” al dente naturale. L’impianto non potrà mai essere colpito da carie, ma l’azione dei batteri che causano gli ascessi può provocare infezioni alle gengive croniche che possono arrivare fino all’osso e determinare la perdita dell’impianto. Per contrastare questa evenienza è dunque fondamentale intervenire su eventuali patologie del parodonto prima di procedere ad ogni impianto, ossia eseguire richiami periodici dallo specialista per igienizzare professionalmente l’area e ridurre al minimo le probabilità di incorrere in futuri disturbi.

Prof.ssa Magda Mensi
Odontoiatria

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