Quando è necessaria la protesi al ginocchio?

Autore: Dott. Gianluca Castellarin
Pubblicato: | Aggiornato: 19/11/2018
Editor: Top Doctors®

Il Dott. Gianluca Castellarin, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Bologna, spiega in cosa consiste l’intervento di protesi al ginocchio, quali sono i rischi e quando è necessario.

Cos’è la protesi di ginocchio?

La protesi di ginocchio è un dispositivo chirurgico che in questi ultimi anni ha visto un importante aumento in termini numerici di impianti. È un dispositivo che oggi ci permette di aiutare molte persone a riprendere la loro vita e ad avere un miglioramento soprattutto qualitativo della loro vita. Esistono varie tipologie di protesi di ginocchio, vengono distinte generalmente in protesi totali e protesi monocompartimentali o parziali. Le protesi monocompartimentali sono protesi che determinano il rivestimento di una piccola parte del ginocchio, in genere non più del 30%, e possono essere realizzate in lega, materiali metallici, o in titanio. Queste protesi hanno il vantaggio di non rivestire completamente il ginocchio bensì solo una sua parte, permettendoci quindi di conservare i legamenti crociati e mantenere quindi una propriocettività migliore nei nostri pazienti. Le protesi totali di ginocchio invece sono protesi che rivestono tutti i compartimenti del ginocchio, quello interno, quello esterno e quello femoro-rotuleo. Sono protesi che hanno avuto un’importante crescita, come dicevo, negli ultimi anni e possono essere associate o meno anche alla protesizzazione di rotula.

Quando è indicata la protesi di ginocchio?

La protesi di ginocchio viene impiantata generalmente in pazienti che presentano un’importante artrosi di ginocchio. L’artrosi di ginocchio determina una riduzione della qualità di vita, nel senso che i nostri pazienti hanno delle serie difficoltà nel deambulare, nel piegare ed stendere le ginocchia, lamentano instabilità e quindi cedimenti articolari, hanno ginocchia con versamenti e scrosci articolari. Questo determina quindi una riduzione di qualità di vita, di capacità deambulatoria e quindi autonomia, che determina tutta una serie di conseguenze che possono essere estremamente importanti non solo dal punto di vista ortopedico ma anche dal punto di vista medico-internistico.

In cosa consiste l’intervento?

L’impianto di una protesi di ginocchio consiste in un intervento chirurgico che si esegue in genere in anestesia spinale e periferica della durata di circa un’ora. Un tempo queste procedure erano estremamente aggressive, ma oggi vengono utilizzate metodiche mini-aggressive e mini-invasive che non richiedono più l’utilizzo di sacche o depositi di sangue e consentono di iniziare la fisioterapia e la deambulazione a partire dal giorno successivo. Nel nostro gruppo, nel gruppo che io ho il piacere di dirigere, utilizziamo una metodica che abbiamo messo a punto proprio nella nostra sede che si chiama EMAS, che è l’acronimo di ExtraMedullary Alignment System, cioè sistema di allineamento extramidollare. Questa procedura ci permette di impiantare la protesi di ginocchio bilanciandola ed allineandola senza invadere il canale midollare femorale. In questo modo i rischi che generalmente si associano alla protesi di ginocchio (sanguinamento e il rischio di embolia) sono stati radicalmente ridotti, direi quasi azzerati. È importante associare ad una protesi di ginocchio, sia parziale o che totale, una tecnica chirurgica che sia mini-aggressiva, perché oggi i nostri pazienti non ci chiedono più solo di potere camminare, ci chiedono di camminare presto e di avere una qualità di vita migliore. La mini-aggressività e mini-invasività si traduce anche in un minor dolore postoperatorio, che è ridotto anche dai nostri, specialmente nella fase più delicata, cioè il postoperatorio.

Quali rischi si corrono?

La protesi di ginocchio, come tutti gli interventi chirurgici, anche i più banali, può essere associata a rischi. I possibili rischi, grazie al cielo oggi sempre meno presenti, sono:

  • Embolie polmonari
  • Trombosi o flebiti nel postoperatorio
  • Infezioni

Con un’adeguata tecnica operatoria e con un adeguato anche comportamento perioperatorio, questi rischi sono stati radicalmente diminuiti e i nostri pazienti possono quindi stare tranquilli.

 

Dott. Gianluca Castellarin
Ortopedia e Traumatologia

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