Radioterapia dei tumori della prostata: come e quando?

Autore: Prof. Alessio Giuseppe Morganti
Pubblicato:
Editor: Cecilia Ghidotti

I tumori della prostata possono essere semplicemente monitorati se in fase molto iniziale, in particolare nei pazienti anziani. Invece, se molto avanzati e soprattutto diffusi richiedono terapie farmacologiche (trattamenti ormonali o chemioterapia). In tutti gli altri casi il trattamento si basa sull’intervento chirurgico, chiamato prostatectomia radicale, o sulla radioterapia, con simili probabilità di successo definitivo. Con il Prof. Alessio Giuseppe Morganti vediamo oggi in cosa consiste la radioterapia

Come prepararsi alla radioterapia?

La radioterapia non richiede ricoveri o procedure invasive e pertanto è eseguita ambulatorialmente e talvolta associata a cure mediche (in genere una iniezione ogni tre mesi per un periodo variabile tra sei mesi e due anni). C’è una fase di preparazione che consiste in un esame TAC senza mezzo di contrasto. Questo esame TAC è usato dai medici e dai fisici per simulare varie possibilità di irradiazione del tumore per poi scegliere quella più adatta nello specifico paziente, ovvero quella che permette di irradiare adeguatamente il tumore e di evitare problemi agli organi sani.

I passi avanti nella radioterapia

Negli ultimi anni si è assistito a notevoli e progressive innovazioni, con l’introduzione di nuove tecniche di pianificazione e di esecuzione della radioterapia. Quest’ultima, infatti, è attualmente somministrata con apparecchi di altissima precisione che permettono di colpire il tumore con dosi molto più alte rispetto al passato, con probabilità di guarigione dipendenti dallo stadio tumorale ma comunque molto alte. Nello stesso tempo queste nuove tecniche hanno permesso di minimizzare l’irradiazione degli organi e dei tessuti sani e pertanto anche di ridurre la frequenza e la gravità dei disturbi causati dalle radiazioni. Questi ultimi, comunque, sono solo “locali” ovvero interessano esclusivamente gli organi della pelvi e in pratica consistono in qualche difficoltà ad urinare e in qualche episodio di lieve diarrea, entrambi facilmente controllabili con adeguate cure di supporto. Per questo motivo, anche durante il trattamento, i pazienti possono svolgere una normale attività lavorativa e ricreativa.

Quanto dura la radioterapia?

Il trattamento richiede circa un mese di tempo, con un impegno di circa mezz’ora al giorno per cinque giorni alla settimana. Tuttavia, negli ultimi anni, si è sempre più diffusa l’opzione della radioterapia stereotassica, nella quale l’uso di sofisticate modalità di irradiazione permette di concentrare tutto il trattamento in soli cinque giorni. Inizialmente usata solo nei pazienti con tumori molto iniziali, attualmente è impiegata anche in pazienti con livello di rischio più alto. Dopo il trattamento i pazienti iniziano i controlli clinici (follow-up) che di solito sono basati sul semplice prelievo del sangue per misurare il livello di PSA e su una visita del medico. Questi controlli hanno inizialmente una cadenza semestrale e poi annuale.

Prof. Alessio Giuseppe Morganti
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