Riabilitazione delle malattie venose

Autore: Prof. Alberto Caggiati
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Per riabilitazione del paziente con malattie venose si intendono tutti quei provvedimenti non farmacologici né chirurgici finalizzati a prevenire la evoluzione della malattia venosa, le possibili ricadute, migliorare l’efficacia delle terapie tradizionali prescritte e l’aderenza dei pazienti alle stesse, nonché a migliorare la qualità della vita dei pazienti stessi. Ne parla il Prof. Alberto Caggiati, esperto in Chirurgo Vascolare a Roma

Le malattie venose sono molto diverse per tipologia e gravità. Ciascun protocollo riabilitativo deve essere “confezionato su misura” per ciascun paziente considerando vari fattori, quali:

Vita sedentaria: lo stile di vita più nocivo alle malattie venose

Il sovrappeso è certamente il principale fattore di rischio per le malattie venose in tutte le fasce di età. Dopo il sovrappeso, la sedentarietà rappresenta lo stile di vita più nocivo alle malattie venose. Quindi il Uomo e donna con gambe sollevateFlebologo dovrà prescrivere ed il paziente osservare una dieta che contribuisca alla riduzione del peso. Nei soggetti sedentari è necessario prescrivere un drastico mutamento dello stile di vita basato sull’aumento della attività fisica generale. Questo vuol dire abituarsi ad una quotidiana attività fisica aerobica (camminare, nuotare, pedalare) più che ad una sempre ben accetta frequentazione saltuaria di palestre.

Le comorbidità che invece devono essere ricercate dal Chirurgo Vascolare sono tutte quelle malattie o alterazioni che influiscono negativamente sul ritorno venoso. Considerando che il ritorno del sangue al cuore è assicurato dalla funzione muscolare dell’arto inferiore (la cosiddetta pompa muscolare) le prime comorbidità da valutare, riconoscere e trattare sono le alterazioni dell’apparato locomotore degli arti inferiori. In breve:

Andrà inoltre studiata la dinamica del passo giacché l’efficacia delle pompe muscolari dell’arto inferiore dipende appunto da una corretta sequenza dello stesso

 

Cosa rilevare

Cosa prescrivere

Peso

Dieta, attività fisica

Sedentarietà

Attività fisica programmata

Attività fisica adattata (in caso di comorbidità)

Localizzazione e tipizzazione delle lesioni venose

Calza elastica

Appoggio plantare

Correzione con plantari

Mobilità della cavilglia ginocchi ed anca

Specifici protocolli fisioterapici

Alterazioni del passo

Rieducazione del passo

 Comorbidità che influenzano il ritorno venoso

 Specifiche terapie

 

Quindi il Chirurgo Vascolare dovrà valutare:

Quali i vantaggi della riabilitazione “venosa”?

Tutto quanto sopra non giova solo alla funzione venosa. Il paziente ben riabilitato seguirà più attentamente le altre terapie prescritte, ed otterrà un sensibile miglioramento della qualità della vita. Ma, attenzione: la riabilitazione venosa deve essere intrapresa precocemente, senza attendere l’istaurarsi di complicanze e l’insorgenza di recidive. 

  • Età
  • Peso
  • Comorbidità
  • Condizioni metaboliche
  • Abitudini di vita
    • Alterazioni dell’appoggio plantare;
    • Ridotta mobilità della caviglia, del ginocchio e dell’anca;
    • Ridotta efficienza muscolare della gamba e della coscia.
    • Eccesso ponderale
    • Appoggio plantare
    • Efficienza delle articolazioni e della muscolatura degli arti inferiori
    • Abitudini di vita
    • Condizioni psichiche e sociali

Prof. Alberto Caggiati
Chirurgia vascolare

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