Ricostruzione facciale: ridare un viso a chi l’ha perduto

Autore: Prof. Davide Sozzi
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Editor: Top Doctors®

 

La ricostruzione del volto con l’aiuto di nuove tecniche, come la tecnologia 3D, permette oggi una migliore precisione di intervento. Ma cosa prevede questa procedura? Ce lo spiega l’esperto in Chirurgia Maxillo-Facciale a Milano, Prof. Davide Sozzi

 

Ricostruzione facciale: quali problemi risolve?

L’intervento di ricostruzione facciale è necessario soprattutto a seguito di resezioni per tumori e, in minor misura, per difetti conseguenti traumatismi, patologie malformative o alterazioni funzionali, come ad esempio la paralisi facciale.

L'obiettivo della chirurgia ricostruttiva facciale è ricostruire le funzioni deputate al volto: l’estetica; la funzione respiratoria, dato che respiriamo tramite naso e bocca; le funzioni del cavo orale come la masticazione, la deglutizione, la fonazione; migliorare le condizioni della vista, soprattutto di visione doppia, nei pazienti che hanno un’alterazione della posizione dei bulbi oculari conseguente una resezione oncologica o un traumatismo.

Quali parti del volto possono essere ricostruite?

Piccoli difetti cutanei del volto possono essere ricostruiti con l’allestimento di lembi locali in prossimità del difetto.

Per ricostruzioni più importanti ci si può avvalere di differenti tecniche, come gli innesti ossei o cutanei. Per le ricostruzioni più complesse, si ricorre a tecniche che prevedono dei lembi, microchirurgici, compositi, composti da più tessuti come la cute, l’osso o il muscolo. In alcuni casi è possibile utilizzare protesi, come delle griglie in titanio per ricostruzione arbitraria che favoriscono ottimi risultati.

Le tecniche microchirurgiche sono ampiamente utilizzate da alcuni anni per ricostruire i grandi difetti del volto. Queste permettono di recuperare del tessuto vascolarizzato da differenti porzioni del corpo umano per poi trasferirli al distretto facciale, dove vengono rivascolarizzati nuovamente con tecnica microchirurgica.

Come si ricostruisce un volto?

Per ricostruire un volto, innanzitutto, è estremamente importante ripristinare l’impalcatura scheletrica. Essa dà il sostegno ai visceri come i bulbi oculari e ai tessuti molli: ci sono diversi strati che compongono la faccia e, nell’ambito della ricostruttiva, è importante considerare la ricostruzione di tutti gli strati, a partire dall’osso fino alla pelle.

È estremamente importante anche definire quali sono tutte le unità anatomiche del volto, che possono riguardare il naso, il labbro, il mento, le palpebre e la regione zigomatica. Ogni singola unità dev’essere presa in considerazione per la ricostruzione facciale.

Nello specifico, la Chirurgia Maxillo-facciale si occupa anche di ricostruire il cavo orale, quindi il mascellare superiore, la mandibola e la lingua.

Tecnologia 3D: un aiuto per la ricostruzione del viso

La tecnologia 3D, con l’ausilio delle metodiche CAD-CAM, è oggi ampiamente utilizzata nella ricostruzione del volto. È uno strumento di sicuro aiuto per il chirurgo esperto, ma certamente non è in grado di sostituire il chirurgo con minor esperienza.

La tecnologia 3D ci permette di elaborare le immagini ed eseguire interventi virtuali prima di andare in sala operatoria, in modo da ottenere tutte le informazioni necessarie durante l’intervento per eseguirlo nel modo più corretto.

Questa tecnica ci permette di ottenere informazioni al fine di eseguire nel modo più accurato e agevole l’intervento chirurgico.

Prof. Davide Sozzi
Chirurgia Maxillo-facciale

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