Risonanza Magnetica: rischi e innovazioni

Autore: Prof. Pietro Biondetti
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Editor: Top Doctors®

La Risonanza Magnetica è uno strumento di diagnosi che non utilizza raggi X e fornisce immagini ben definite delle patologie dei tessuti. Il Prof. Pietro Biondetti, esperto in Radiologia a Milano, ci spiega quali miglioramenti sono stati apportati a favore del paziente

 

Risonanza Magnetica: perché si esegue?

La risonanza magnetica è l'ultima delle indagini di diagnostica per immagini che sono arrivate ad arricchire l'armamentario dei medici ed in particolare dei medici radiologi per la diagnosi delle malattie. Sostanzialmente la differenza dalle altre metodiche radiologiche è che non usa i raggi X e quindi è molto più innocua. La risonanza utilizza radioonde, campi magnetici e radiofrequenze per creare delle immagini del corpo più definite e soprattutto dotate di un contrasto tra i vari tessuti, normali e patologici, non raggiungibili con le altre metodiche come la radiologia tradizionale e l'ecografia. La risonanza si può effettuare in tutte le zone del corpo umano in particolare l'encefalo, la colonna e le articolazioni. Attualmente tutte le strutture ospedaliere sono dotate di queste apparecchiature che sono molto costose e pertanto le indagini vanno prescritte con grande attenzione evitare uno spreco di denaro.

 

Risonanza Magnetica: ci sono rischi?

Non tutti i pazienti possono eseguire un esame con questa apparecchiatura: si tratta di soggetti portatori di pacemaker, neurostimolatori, pompe inserite nel corpo per il rilascio di chemioterapici nella patologia oncologica e di qualsiasi elemento metallico dotato di magnetismo. Al di là di queste situazioni e delle donne in gravidanza per le quali devono essere usati dei criteri di prudenza, anche se al giorno d’oggi non esistono danni documentati al feto, la risonanza è una metodica sicura che può essere applicata a qualsiasi soggetto. 

 

Come si esegue la Risonanza Magnetica?

L’apparecchiatura per eseguire gli esami con risonanza magnetica è costituita da un grosso magnete a forma di tubo nel quale il paziente viene inserito a seconda della parte del corpo da esaminare. Una possibile difficoltà è data dalla claustrofobia perché alcuni soggetti non sopportano di stare in questi magneti. Negli ultimi anni la tecnologia ha provato a risolvere questo problema in due modi: con la risonanza magnetica aperta e con magneti dotati di un foro di entrata sempre più grande ed un tunnel sempre più corto per la risonanza magnetica chiusa, che fornisce i risultati migliori. Si può quindi dire che il problema della claustrofobia oggigiorno è limitato.

 

Quali sono le innovazioni nel campo della Risonanza Magnetica?

Le innovazioni nel campo della risonanza magnetica riguardano particolarmente la potenza dei magneti, che oggi arriva fino ai 3 Tesla per l'impiego clinico e fino ai 7 Tesla per l'impiego nel campo della sperimentazione. Tesla è un unità di misura del campo magnetico e 1 Tesla è alcune migliaia di volte il campo magnetico terrestre. Altri progressi tecnologici, invece, vengono incontro alle esigenze del paziente con magneti sempre più ampi, più corti, oppure aperti. Il problema principale della risonanza è il tempo richiesto per effettuare un esame: se vogliamo un esame di buona qualità bisogna impiegare dei tempi di acquisizione e che a volte vanno contro la sopportazione del paziente. Un progresso molto importante, quindi, è quello di una tecnologia, nelle ultime apparecchiature, che richiede sempre meno tempo d'esame per ottenere risultati di ottima qualità.

 

Prof. Pietro Biondetti
Radiologia

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