Scleroterapia dei capillari venosi (telangectasie)

Autore: Dott. Eugenio Pecchioli
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Le telangectasie sono rappresentate dalle dilatazioni dei capillari venosi che, spesso, si notano a livello degli arti inferiori o di altre parti del corpo (faccia, naso, etc.). Il Dott. Eugenio Pecchioli, esperto in Medicina Estetica a Firenze, ci aiuta a capire meglio

Quali sono le cause delle telangectasie?

L’origine di questa patologia è varia:gambe uomo e donna

  • Insufficienza della valvola safeno femorale;
  • Insufficienza della valvola safeno poplitea;
  • Insufficienza della valvole dei rami perforanti;
  • Alterazioni ormonali, prevalentemente di tipo estrogenico;
  • Patologie del tessuto connettivo.

Questa alterazione non ha conseguenze emodinamiche come potrebbero averne delle vere e proprie varici, ma ha solo un significato estetico.

Possono essere associate a varici vere ma, nella maggior parte dei casi, sono isolate.

In cosa consiste il trattamento?

La terapia delle telangectasie prevede la loro chiusura iniettando al loro interno un liquido irritante per l’endotelio vasale che causa uno stato infiammatorio iniziale, seguito, poi, dalla sclerosi con chiusura del vaso e scomparsa della patologia.

L’iniezione viene effettuata con un sottile ago 30 gauge che è pressoché indolore, mentre il liquido iniettato non causa alcun dolore.

Si iniettano i capillari che hanno un calibro superiore a 3 decimi di mm, mentre, quelli più sottili, che hanno un calibro inferiore al diametro dell’ago, vengono trattati con la Luce Pulsata Intensa. Anche questo trattamento è del tutto indolore.

La frequenza del trattamento è settimanale ma il risultato finale non si ottiene prima di 30 giorni, più o meno, perché il trattamento sclerosante impiega un certo tempo per indurre la fibrosi del vaso e questo tempo, in media, è di circa un mese.

La seduta ha un tempo variabile in rapporto al numero di capillari da trattare ma, di solito, sono necessari dai 30 ai 45 minuti.

Fase post-trattamento e controindicazioni

Al termine del trattamento la paziente può riprendere regolarmente la sua attività senza che vi sia la necessità di alcuna attenzione particolare. È consigliabile l’uso di una calza elastica che determini l’accollamento delle pareti vasali e faciliti l’azione sclerosante.

Il trattamento può essere eseguito in ogni momento dell’anno, quindi anche in estate. L’indicazione principale al trattamento delle telangectasie si ha quando esse non sono secondarie ad un’insufficienza valvolare safenica importante come si ha nelle varici. Tuttavia, anche le varici possono essere affrontate, in prima istanza, con la stessa metodica avendo cura di aumentare la concentrazione del Polidecanolo dallo 0,5 al 2 % e facendo indossare una calza elastica subito dopo il trattamento mantenendola per tutto il tempo di durata della terapia.    

Le uniche controindicazioni sono legate alle eventuali allergie al liquido sclerosante (estremamente rare), alla presenza di una spiccata fragilità vasale che provocherebbe ematomi inestetici, alla terapia con farmaci anticoagulanti maggiori per lo stesso motivo, alla presenza di infezioni cutanee nella zona del trattamento.

Nel corso della seduta possono verificarsi, raramente, delle piccole ecchimosi della durata di pochi giorni e del tutto indolenti.

Dott. Eugenio Pecchioli
Medicina estetica

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