Sindrome metabolica

Autore: Prof. Andrea Loviselli
Pubblicato:
Editor: Martina Gorla

La sindrome metabolica è definita dall' associazione di alcune alterazioni antropometriche, quale la circonferenza della vita, con alcuni parametri funzionali, come una glicemia elevata (al di sopra di 100 mg/dL), livelli di lipoproteine ad alta densità chiamate HDL (High Density Lipoprotein) (< a 40 mg/dL negli uomini e < 50 mg/dL nelle donne), trigliceridi (≥ 150 mg/dL) e pressione arteriosa (≥ di 130/ 85)

Diagnosi e studi

La contemporanea presenza di aumento della circonferenza vita con almeno due dei quattro parametri funzionali, definisce la diagnosi della sindrome.

Questo quadro è stato stabilito nel 2005 dalla IDF (International Diabetes Federation) ma la sua definizione è stata a lungo dibattuta e di volta in volta modificata.

Il motivo di questo lungo percorso di inquadramento trova ragione nella necessità di stabilire se le alterazioni sopra citate, che peraltro sono state definitivamente scelte come caratterizzanti rispetto ad altre precedentemente adottate, quali l'indice di massa corporea (BMI: body mass index), corouricemie etc., determinassero un rischio cardio metabolico maggiore se riscontrate insieme, rispetto alla semplice somma dei rischi connessi a ognuna delle componenti prese singolarmente.

Sono stati necessari numerosi studi su casistiche molto ampie, seguite per un tempo sufficientemente lungo da permettere di osservare l'insorgenza di patologie come la malattia coronarica o il diabete nelle popolazioni studiate.  

In particolare il rilievo di un aumento della circonferenza della vita ha sostituito il più generico BMI in quanto è risultato una spia attendibile dell'accumulo di grasso intraddominale, metabolicamente molto più carico di rischi rispetto al solo BMI, che può essere invece conseguente anche di una maggiore massa muscolare, diventando quindi un fattore confondente.

Inoltre, alcuni parametri diventano un rischio se maggiori o minori rispetto ai valori sogli.

In particolare le HDL portano a un maggior rischio se diminuiscono, in quanto veicolano il cosiddetto colesterolo "buono" poiché non viene rilasciato nelle arterie ma estratto da queste e trasportato al fegato per essere metabolizzato.

Un altro valore soglia a lungo dibattuto, è quello che riguarda la glicemia al mattino a digiuno, che è scesa nei decenni da 110mg/dL all'attuale 100mg/dL, in quanto si è visto che al di sopra di questo livello si inizia a produrre un danno della retina dell’occhio.

In ultimo, la sindrome metabolica, può essere affrontata anche con il solo miglioramento dello stile di vita, improntate proprio alla riduzione della circonferenza vita, che porta con sé un miglioramento degli altri parametri.

Prof. Andrea Loviselli
Endocrinologia e Malattie Del Metabolismo

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