Sindrome metabolica: preveniamola iniziando dallo stile di vita!

Autore: Dott. Giovanni Galati
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

I termini “sovrappeso” ed “obesità” sono definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Un metodo semplice per valutare se siamo in sovrappeso è il calcolo del BMI (Body Mass Index) o IMC (Indice di Massa Corporea). Ne parla il Dott. Giovanni Galati, esperto in Medicina Interna a Roma

Quando il sovrappeso è definito tale?

Quando il valore è compreso tra 25 e 29.9 si parla di sovrappeso, mentre quando èCibo spazzatura superiore a 30 si parla di obesità. Fra gli organi colpiti il fegato manifesta una condizione nota come steatosi (fegato grasso), che può evolvere nel tempo in infiammazione cronica e formazione di tessuto cicatriziale (fibrosi).

Che cosa s’intende per sindrome metabolica?

La diagnosi di sindrome da “insulino-resistenza” (o sindrome metabolica) si caratterizza per l’alterazione dei grassi nel sangue (in particolare alti livelli di trigliceridi o bassi livelli di colesterolo “buono” HDL), ipertensione arteriosa (diagnosticata per valori ≥130/85 mmHg), aumento della circonferenza dell’addome (≥ 102 cm negli uomini; ≥ 88 cm nelle donne secondo il National Cholesterol Education Program Adult Treatment Panel (ATP) III del 2001) ed alterazione dei livelli di zuccheri nel sangue (alterata glicemia a digiuno o ridotta tolleranza ai carboidrati) sino al diabete conclamato.

È possibile curare la sindrome metabolica?

Certamente, ricorrendo ad una dieta equilibrata, povera in grassi saturi e zuccheri semplici e ricca in fibre, e ad uno stile di vita dinamico che preveda regolare attività fisica.

Prevenire la sindrome metabolica: iniziamo dallo stile di vita!

Particolare attenzione dovrà essere posta sull’attività fisica cosiddetta “aerobica”, quella che porta al maggiore dispendio energetico bruciando i grassi in eccesso ed in particolare quello addominale. Normalmente la soglia aerobica corrisponde ad una fascia di frequenza cardiaca fra il 55-65 % della frequenza cardiaca massimale. Un buon trainer ed atleta potrà aiutarvi per un programma personalizzato.

Qual è la corretta dieta da seguire?

Le raccomandazioni dietetiche prevedono un maggior consumo di grassi mono e polinsaturi contenuti nel pesce azzurro, nella frutta secca e nell’olio extravergine di oliva, 2 porzioni di verdura cotta e/o cruda al giorno, cereali preferibilmente integrali e a basso indice glicemico, legumi da consumare al posto del secondo piatto 2-3 volte a settimana, carne bianca da preferire a quella rossa. È altresì consigliabile limitare l’assunzione di alcolici, ridurre gli zuccheri semplici (dolci, bevande zuccherate), e limitare i grassi saturi (quelli “bianchi” difficili a sciogliersi) contenuti in formaggi ed insaccati ed i grassi trans presenti nei prodotti da forno e contenuti nelle margarine, brioche, patate fritte surgelate, krapfen.

Dott. Giovanni Galati
Medicina interna

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