Spalla congelata: che cos’è?

Autore: Dott. Nicola de Gasperis
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La capsulite adesiva è una patologia molto frequente che interessa l’articolazione della spalla. È anche conosciuta come spalla congelata o frozen shoulder. Ne abbiamo parlato con il Dott. Nicola de Gasperis, specialista in Ortopedia e Traumatologia a Roma, che spiega le fasi della patologia e i tipi di trattamento utilizzabili

Quali soggetti tendono ad essere maggiormente colpiti dalla patologia?

La spalla congelata interessa maggiormente le donne dai 40 ai 55 anni, nel periodo peri e post menopausa. Tuttavia, Uomo con dolore alla spallal’infiammazione viene spesso associata ad alcune patologie del metabolismo come:

  • Diabete
  • Ipertiroidismo

Altre volte, invece, viene collegata a patologie autoimmuni o all’utilizzo di specifiche categorie di farmaci.

Quali sono le fasi del decorso della spalla congelata?

La malattia viene segnata da 3 fasi:

Prima fase: è rappresentata dal dolore, il sintomo principale. Gradualmente, diventa sempre più intenso giorno dopo giorno, anche e soprattutto durante la notte, quando l’articolazione è a riposo;

Seconda fase: si assiste ad una leggera diminuzione del dolore e subentra una graduale perdita delle funzioni motorie dell’articolazione:

  • Elevazione
  • Abduzione
  • Rotazione interna ed esterna

Durante questa fase risulta molto difficile eseguire anche i più semplici movimenti;

Terza fase: si assiste ad una progressiva remissione della sintomatologia e si giunge alla guarigione. La durata di questa fase può essere di mesi o di anni, nei casi più gravi.

Il trattamento chirurgico è l’unica soluzione per la patologia?

Assolutamente no, la capsulite adesiva può essere trattata in modo conservativo con un programma riabilitativo specifico che ha come obiettivo il recupero del movimento articolare. Il trattamento di tipo conservativo viene inoltre abbinato ad infiltrazioni intra-articolari con corticosteroidi per ridurre il dolore e permettere al terapista di lavorare meglio.

La terapia può durare alcuni mesi e in genere conduce ad una guarigione del 98% dei casi.

Quando, nonostante il trattamento conservativo, il paziente non ottonga i risultati attesi, viene indicata la terapia chirurgica mirata all’apertura della capsula e alla resezione delle aderenze per via artroscopica. 

Dott. Nicola de Gasperis
Ortopedia e Traumatologia

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