Terapia extracorporea a onde d’urto, scopriamone di più!

Autore: Dott. Carlo Giammattei
Pubblicato:
Editor: Alice Cattelan

La Terapia Extracorporea a Onde d’Urto (ESWT) è una nuova terapia non invasiva ed efficace che si basa sull’erogazione di onde d’urto in grado di propagarsi nei tessuti sottocutanei. Grazie all’intervento del Dott. Carlo Giammattei, specialista in Medicina dello Sport, abbiamo l’opportunità di scoprirne di più

Quali sono gli effetti della Terapia extracorporea a onde d’urto?

Le onde d’urto sono singoli impulsi pressori focalizzati che raggiungono valori elevatissimi che vengono generati in acqua e si trasmettono ai fluidi biologici interstiziali. Il meccanismo d’azione della terapia ad onde d’urto focalizzate si concentra su tre effetti: analgesico, cavitazionale e metabolico. L’effetto analgesico derivato dall’utilizzo clinico della terapia con onde d’urto è l’inibizione dei recettori del dolore e la stimolazione della guarigione dei tessuti. L’effetto cavitazionale è riferito a due distinti effetti: un effetto diretto dell’impulso sul tessuto nella zona focale, associato ai fenomeni di riflessione che si fanno più accentuati nei punti di passaggio tra tessuti con caratteristiche fisiche nettamente diverse e un secondo effetto indiretto legato alla depressione che segue l’impulso, che eccede le caratteristiche elastiche del tessuto. Infine, l’effetto metabolico consiste nella variazione della permeabilità delle membrane delle cellule interessate che produce effetti angiogenetici, anti infiammatori e neuromodulanti.

Quali sono i benefici nell’utilizzare questa metodologia?

Questa metodica permette di ottenere buoni risultati sia dal punto di vista analgesico che funzionale a patto che si rispettino le modalità di applicazione, soprattutto per quanto riguarda il tipo di sorgente di onde d’urto utilizzata, il livello energetico e la precisione di puntamento.
Uno studio condotto all’interno dell’Unità Operativa del Dott. Giammattei, dimostra che il grado di soddisfazione riferito dai pazienti supera perfino gli ottimi risultati oggettivi raggiunti in quanto tutti presentavano una patologia che era insorta da più di sei mesi, che non aveva risposto a precedenti trattamenti e con questo trattamento non invasivo, breve, avevano raggiunto un risultato analgesico ed il mantenimento nel tempo dei benefici ottenuti.

Dott. Carlo Giammattei
Medicina dello sport

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