Tipologie di lesioni al tendine di Achille

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

 

Il tendine d’Achille o calcaneale, il più forte del corpo umano, è situato nella parte posteriore e distale della gamba, più precisamente nella caviglia. È formato dai muscoli gemelli e dal soleo ed è situato nella parte posteriore del calcaneo. La sua funzione è quella di fornire la giusta spinta durante una camminata, una corsa o un salto. Grazie alla collaborazione con il nostro esperto in Ortopedia e Traumatologia, l’articolo illustra le lesioni che colpiscono il tendine

Quale tipo di lesione può manifestarsi nel tendine d’Achille?

È possibile classificare le lesioni del tendine d’Achille in due gruppi: rotture e tendinopatie. La prima è una lesione completa e brusca; la rottura, generalmente provocata da traumi sportivi, risulta essere acuta e compromette le capacità motorie.

 

In cosa consiste la tendinite achillea?

Dato che tale fenomeno non implica direttamente l’infiammazione, oggigiorno la definizione ‘tendinite achillea’ è stata sostituita da ‘tendinopatia achillea’. Questa è legata alla sollecitazione eccessiva del tendine e tende a divenire cronica. Generalmente, la tendinopatia è accompagnata da tendinosi, ovvero la degenerazione del tessuto connettivo del tendine. In base alla posizione, le tendinopatie possono essere classificate in lesioni del corpo tendineo (non inserzionali) e lesioni della porzione distale (inserzionale). In quest’ultimo caso sono frequenti la malattia di Haglund e l’entesopatia calcifica.

 

Quali sintomi comporta la lesione del tendine d’Achille?

Tutte le lesioni del tendine d’Achille sono caratterizzate principalmente da dolore e da limitazioni motorie durante l’attività sportiva, specialmente la corsa.

 

Come si trattano le lesioni del tendine d’Achille?

Nel caso delle rotture, in gran parte dei casi è necessario un trattamento chirurgico. Per quanto riguarda le tendinopatie, nella fase iniziale si procede attraverso un trattamento conservativo: si differenzia l’attività sportiva, si rinforza la zona debilitata, anche mediante fisioterapia, e si sfruttano persino alcune tipologie di infiltrazioni. Quando la patologia diventa cronica e i trattamenti iniziali non registrano alcun effetto positivo, la migliore alternativa è rappresentata dall’operazione chirurgica, attraverso la quale si ottengono ottimi risultati. 

 Redazione di Topdoctors

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Ortopedia e Traumatologia


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