Trattamenti extracorporei dell’insufficienza renale acuta

Autore: Dott. Luigi Vernaglione
Pubblicato: | Aggiornato: 19/11/2018
Editor: Marta Buonomano

Cos’è l’insufficienza renale acuta e come si può trattare? Il Dott. Vernaglione, esperto in Nefrologia a Brindisi, ci spiega quali sono i trattamenti extracorporei per risolvere questa patologia renale

Cos’è l’insufficienza renale acuta?

L'insufficienza renale acuta è la perdita della funzione dei reni che si manifesta improvvisamente o da meno di tre mesi. L'insufficienza renale acuta colpisce circa il 20% dei pazienti ospedalizzati e riconosce tre cause principali:

  1. Cause prerenali: tutte quelle cause che provocano ridotto afflusso del sangue ai reni quali ipotensione arteriosa, shock, emorragie, disidratazioni
  2. Cause renali tissutali: tutte le patologie che possono colpire il tessuto renale quali ischemie, infiammazioni, degenerazioni, traumi, effetti collaterali di farmaci, intossicazioni, autoimmunità
  3. Cause post-renali: cioè le ostruzioni a valle delle vie urinarie che, provocando ristagno delle urine prodotte dai reni, inducono una contropressione che si oppone alla filtrazione di urina da parte dei reni

Come si riconosce?

L'insufficienza renale acuta si riconosce per la comparsa improvvisa di ipertensione arteriosa, gonfiore, dapprima alle gambe e poi a tutto il corpo, edema polmonare acuto ed incremento dei valori del sangue di azoto e di creatinina. Spesso questi ultimi sono l'unica alterazione che fa porre diagnosi di insufficienza renale acuta essendo i sintomi completamente inesistenti.

Come trattare l’insufficienza renale acuta

In una percentuale variabile dal 10% al 40%, a seconda delle diverse casistiche, l’insufficienza renale acuta deve essere trattata con emodialisi. Nei restanti casi la terapia diuretica e il trattamento delle cause che l'hanno indotta sono sufficienti a risolvere il caso. In circa il 30-40% dei casi i pazienti trattati con emodialisi diventano dialisi-dipendenti nel tempo. Diverse sono le prescrizioni dialitiche per l'insufficienza renale acuta: dialisi di 4 ore a giorni alterni, dialisi giornaliere da due ore, dialisi ultralente da 12-24 ore nei pazienti con circolo sanguigno instabile, dialisi associate a emoperfusione (passaggio del sangue in cartucce che trattengono le tossine) in quei casi dipendenti da intossicazioni o avvelenamenti o setticemie. La mortalità dei pazienti con insufficienza renale acuta dialisi-dipendente è maggiore rispetto a quella dei pazienti trattati con sola terapia medica, e diventa ancora più elevata laddove vi è necessità di dialisi ultralente o dialisi associate ad emoperfusione.

Dott. Luigi Vernaglione
Nefrologia

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