Trattamento combinato per la cura dei meningiomi

Autore: Dott. Alberto Franzin
Pubblicato:
Editor: Gloria Conalbi

Per curare i meningiomi, è in alcuni casi possibile ricorrere ad un trattamento che combina la chirurgia con la radiochirurgia stereotassica. Il Dott. Alberto Franzin, esperto in Neurochirurgia a Milano, ci spiega di più sul trattamento combinato dei meningiomi

Cos’è un meningioma?

I meningiomi sono tra i più diffusi tumori del sistema nervoso centrale. Si presentano maggiormente in soggetti in età tra i 40 e i 60 anni, colpendo principalmente le donne. Sono solitamente di natura benigna e caratterizzati da lenta crescita. In alcuni casi possono però infiltrarsi nel tessuto cerebrale circostante degenerando nella forma maligna, detta meningioma atipico o neoplastico. Possono interessare emisferi o lobi cranici o anche la base cranica. Ad oggi non ci sono certezze sulle cause, ma si è riscontrato che alcuni fattori quali l’esposizione a radiazioni durante l’infanzia e le terapie ormonali a base di progestinici, possono concorrere al presentarsi della patologia.

Come si manifesta un meningioma?

I meningiomi possono essere di difficile individuazione, in quanto possono rimanere asintomatici anche per lungo tempo e venire diagnosticati solamente in fase di accertamenti mirati ad altri disturbi. Se il tumore si manifesta invece clinicamente, i sintomi variano a seconda della zona interessata dalla massa tumorale. Alcuni dei sintomi sono:

  • Mal di testa;
  • Nausea;
  • Crisi convulsive;
  • Debolezza degli arti e del volto;
  • Problemi legati alla vista;
  • Sbalzi d’umore o personalità
  • Difficoltà a parlare.

La diagnosi viene effettuata tramite anamnesi ed esame neurologico. Viene poi eseguita una risonanza magnetica e, in alcuni casi, uno studio angiografico per la verifica della quantità di sangue che riceve il meningioma e per individuare eventuali arterie cerebrali vicino alla massa tumorale o vene ostruite.

Quali sono le opzioni terapeutiche per il meningioma?

Non sempre è necessario trattare il meningioma. Qualora il tumore sia di dimensioni ridotte, non presenti alcun sintomo, e non sia nelle immediate vicinanze di particolari strutture nervose, è infatti opportuno evitare il trattamento ed eseguire risonanze magnetiche regolarmente in modo da tenerne controllata la crescita. Se però, nonostante le dimensioni ridotte, il tumore si trova in prossimità di nervi cranici o in aree eloquenti, è importante intervenire per evitare futuri deficit neurologici. È invece previsto il trattamento quando il meningioma ha dimensioni estese e sintomi evidenti quali nausea, mal di testa, deficit neurologici, crisi convulsive. L’intervento chirurgico tradizionale prevede la rimozione totale o parziale del tumore. Viene effettuata un’apertura della scatola cranica e, con talvolta l’aiuto di un neuronavigatore, e sempre con metodica microchirurgica viene individuato e rimosso il tumore. Un’altra opzione è l’intervento di radiochirurgia stereotassica, in particolare con Gamma Knife, effettuato con approccio mininvasivo in grado di trattare la patologia riducendo i danni ai tessuti sani. Rispetto alla chirurgia tradizionale questa tecnica è meno invasiva; la nuova Gamma Knife Icon permette trattamenti ancora più precisi e accurati.

In cosa consiste l’intervento combinato?

In alcuni casi si può ricorrere al trattamento combinato utilizzato sia la chirurgia tradizionale che la radiochirurgia stereotassica con Gamma Knife. Questo tipo di approccio è utilizzabile in una situazione nella quale il tumore è tanto esteso che la sola radiochirurgia non può essere efficaci o quando la massa tumorale è nelle immediate vicinanze di vene o arterie e la rimozione potrebbe risultare pericolosa. Il trattamento combinato consiste quindi nella rimozione di gran parte del tumore con la chirurgia tradizionale, seguita poi da trattamento con Gamma Knife per la cura della parte di tumore rimasta. Si può poi ricorrere a questo tipo di trattamento nel caso di meningiomi del seno cavernoso che causano la compressione del nervo ottico. Tramite l’intervento chirurgico viene eliminata la compressione del nervo ottico in modo da restituire una buona vista al paziente e, attraverso le Gamma Knife, viene poi trattata la parte di tumore non rimossa a causa del rischio che l’intervento avrebbe comportato.

Dott. Alberto Franzin
Neurochirurgia

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