Traumi da racchetta: dal gomito del tennista alla tennis leg

Autore: Prof. Hassan Zmerly
Pubblicato: | Aggiornato: 06/11/2018
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Ortopedia e Traumatologia a Bologna, il Prof. Hassan Zmerly, descrive quali sono i traumi da racchetta più comuni tra i tennisti e come vengono trattati

 

Il tennis è uno sport in costante crescita in Italia. Alla fine del 2016, infatti, oltre 340.000 persone praticavano questo sport (amatoriali e professionisti). Nonostante l’innovazione dei materiali, sono ancora molte le lesioni che colpiscono i tennisti e questi traumi possono interessare molte aree del corpo.

Gomito del tennista

La parte del corpo più soggetta a lesioni o traumi dovuti al tennis è il gomito. Tra i vari disturbi ricordiamo il Gomito del Tennista (epicondilite) che può essere associata ad altre patologie come la Sindrome di De Quervain, del tunnel carpale o la tendinopatia della cuffia dei rotatori. Il trattamento delle lesioni del gomito è generalmente conservativo e prevede:

  • Interruzione dell’attività fisica
  • Crioterapia
  • Terapia fisica
  • Uso di tutori
  • Terapia farmacologica riabilitativa ed infiltrativa
  • Terapia a base di PRP (plasma ricco di piastrine)

In circa il 10% dei pazienti la terapia conservativa non dà risultati soddisfacenti ed è quindi richiesta una tenotomia (chirurgia open) per via percutanea o artroscopica.

Lesioni della spalla

Le lesioni della spalla sono al secondo posto tra i traumi da racchetta più frequenti e possono manifestarsi sia in giocatori amatoriali che in professionisti. L’articolazione della spalla, durante il tennis, deve eseguire movimenti molto complessi, con brusche accelerazioni, contraccolpi ed impatti, per questo le sue lesioni sono molto dolorose. Anche in questo caso si procede inizialmente con una terapia conservativa caratterizzata da un lungo periodo di interruzione dell’attività fisica. Se dopo i primi 6 mesi dall’inizio della terapia non c’è un miglioramento, è indicato l’intervento chirurgico in artroscopia, con anestesia locale o periferica, o a cielo aperto, in base al tipo di lesione e all’obiettivo dell’intervento (riparazione dell’instabilità, della cuffia dei rotatori o dell’articolazione acromion-claveare).

Traumi del polso e della mano

I traumi del polso e della mano sono dovuti alla forza trasmessa dalla presa della racchetta e possono essere: frattura dell’uncinato, lesione della fibrocartilagine triangolare, compressione del nervo ulnare, sindrome del tunnel carpale, trombosi dell’arteria ulnare e tendinite. La radiografia standard non sempre consente una diagnosi immediata di queste lesioni ma, una volta identificate, si procede con l’ingessatura dell’arto per 4-6 settimane e, se necessario, con la chirurgia.

Lesioni degli arti inferiori

Le lesioni degli arti inferiori possono essere acute o croniche e comprendono contratture, stiramenti e strappi:

  • La contrattura necessita di un riposo di 3-4 giorni
  • Lo stiramento migliora dopo 10-15 giorni di inattività sportiva
  • Lo strappo, cioè la lacerazione di una o più fibre muscolari, ha invece un decorso differente. La lesione più frequente è chiamata Tennis Leg e consiste in uno strappo parziale del gemello mediale all’altezza della giunzione con il tendine. Questo tipo di lesione colpisce soprattutto i tennisti tra i 30 ed i 50 anni che non hanno seguito una preparazione adeguata in palestra. Un’altra lesione debilitante ma poco frequente è la rottura del tendine d’Achille che avviene a seguito di una degenerazione cronica spesso asintomatica. Il trattamento degli strappi sottocutanei è generalmente chirurgico.

Lesioni del ginocchio

Le lesioni del ginocchio possono essere articolari o extra-articolari. I traumi articolari comprendono: lesioni del menisco, del legamento, della cartilagine (lesioni condrali o osteocondrali) e sinoviti (infiammazione della membrana che riveste l’interno delle articolazioni. Il loro trattamento può essere conservativo (meniscectomia), farmacologico, di ricostruzione con innesti biologici o di reimpianto di cellule.

Traumi del rachide

Il rachide è un’area lombare della colonna vertebrale ed è la parte più incline a manifestare disturbi da sovraccarico. L’incidenza di lombalgie negli atleti (principale causa di inattività) va dal 10 all’85% e varia in base all’età ed al tipo di sport.

Prof. Hassan Zmerly
Ortopedia e Traumatologia

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