Tumore al pancreas: dalla diagnosi alla terapia chirurgica

Autore: Dott. Giovanni Butturini
Pubblicato: | Aggiornato: 13/11/2018
Editor: Marta Buonomano

Ho speso la mia vita professionale nel tentativo di migliorare le cure e la diagnosi precoce del tumore pancreatico. Ora voglio condividere ciò che ho imparato con chi ne ha bisogno. Ho seguito migliaia di casi ed ho imparato che spesso la confusione e la non conoscenza sono peggiori della realtà stessa. Offrire online le mie conoscenze e la mia esperienza vuole essere un contributo pratico all’informazione di tante persone che vengono per la prima volta toccate da questa malattia”.

Queste sono le parole del Dott. Giovanni Butturini, esperto in Chirurgia Generale e Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Epatobiliopancreatica dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda (Verona), che ci parlerà del tumore al pancreas, una patologia che colpisce oltre 10.000 persone ogni anno

Tumore al pancreas: tipi e fattori di rischio

Ci sono vari tipi di tumore al pancreas e non sono tutti aggressivi. Quindi prima regola: niente panico. Siamo noi medici a fornire le giuste indicazioni ai pazienti fin dal primo momento del sospetto diagnostico di tumore pancreatico. Infatti spesso la sola espressione “qualcosa al pancreas” fa rabbrividire. Bisogna essere tempestivi nell’approfondimento diagnostico e prudenti nella comunicazione di una diagnosi soprattutto quando solo sospetta. I tumori al pancreas si dividono in due grandi categorie: benigni e maligni. Poi ci sono altre categorie più tecniche, infatti si distinguono tumori esocrini ed endocrini in base al tipo di cellula che li genera oppure cistici e solidi in base alla consistenza che assumono. I tumori maligni si trovano in tutte le precedenti categorie possono essere solidi, cistici, esocrini o endocrini. Il tipo più comune è l’adenocarcinoma duttale, solido ed esocrino. Il fumo di sigaretta, l’obesità, il diabete e la famigliarità sono fattori di rischio di sviluppare l’adenocarcinoma duttale del pancreas. 

 

Quali sono i sintomi del tumore al pancreas?

Spesso i sintomi sono generici e vaghi ed anche per questo motivo la diagnosi arriva tardivamente. Dolore addominale irradiato al dorso ma anche un banale dolore alla bocca dello stomaco tipo gastrite, possono essere un sintomo d’esordio difficile da interpretare correttamente. La perdita del normale peso corporeo è un altro campanello d’allarme. Se il tumore è situato nella testa del pancreas si può sviluppare un ittero ostruttivo: il paziente nota le sclere giallastre e l’urina color marsala. La comparsa del diabete è talvolta un sintomo d’esordio della neoplasia pancreatica. Più raramente ci può essere il vomito causato dal restringimento del duodeno e dell’intestino tenue per la crescita tumorale. 

 

Cosa fare in caso di sospetto di tumore al pancreas

Una buona diagnostica per immagini indirizza correttamente sul tipo di tumore pancreatico presente. Normalmente la prima indagine è l’ecografia addome seguita da una TAC o RMN addome con mezzo di contrasto. Poiché il pancreas è un organo profondo e situato dietro l’intestino, spesso con l’ecografia non si riesce a studiarlo correttamente. Se ci sono forti sospetti è bene approfondire con una TAC in prima battuta. Per i tumori cistici la RMN è superiore alla TAC. Gli esami del sangue necessari comprendono l’emocromo, gli indici di funzione epatica, amilasemia, lipasemia, la glicemia ed i marcatori tumorali CEA e Ca19/9.

 

Tumore al pancreas: è possibile curare l’adenocarcinoma duttale?

La cura dell’adenocarcinoma duttale del pancreas è una sfida aperta. Negli ultimi anni grazie alla ricerca sul genoma abbiamo scoperto che ci sono almeno 4 sottotipi che hanno un diverso comportamento. Non abbiamo al momento la possibilità di applicare routinariamente i risultati di questa ricerca a tutti i casi ma il lavoro sta progredendo. Oggi dobbiamo basarci sui dati a nostra disposizione: circa il 20% dei casi può essere curato subito con la chirurgia resettiva ma la maggioranza dei pazienti dovrà dapprima iniziare un ciclo di chemioterapia sistemica per la presenza d’infiltrazione di grossi vasi (arteria e vena mesenterica superiore) o per la presenza di metastasi al fegato o al peritoneo. La chemioterapia è in grado di ridurre la massa tumorale e in alcuni casi si può procedere in un secondo tempo con l’intervento chirurgico.

 

Trattamento chirurgico del tumore al pancreas

Se il tumore è localizzato sulla testa del pancreas l’intervento si chiama duodenocefalopancreasectomia e consiste nell’asportare in blocco il duodeno, la testa del pancreas, la colecisti e la via biliare principale (coledoco). Si conservano lo stomaco e i primi due centimetri di duodeno nel 90% dei pazienti. L’intervento è molto complesso perché richiede la ricongiunzione di via biliare, pancreas e tratto alimentare. Se il tumore è situato a livello della coda pancreatica si potrà asportare mediante una splenopancreasectomia sinistra. La milza va rimossa in blocco con la parte di pancreas malata per ragioni di radicalità oncologica. Quest’ultimo intervento si può effettuare con sicurezza con tecnica mininvasiva e robot assistita.

 

Postoperatorio della chirurgia resettiva del tumore al pancreas

Mediamente bisogna considerare circa dieci giorni di degenza nei casi che non sviluppano complicanze chirurgiche. Nel caso di complicanze, la degenza si prolunga in ragione del fatto che la loro cura può richiedere manovre di drenaggio sia con tecnica radiologica sia con veri e propri reinterventi. La gestione delle complicanze viene affidata ad un team multidisciplinare che vede interagire il chirurgo con il radiologo interventista e l’endoscopista.

Dott. Giovanni Butturini
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