Tumore alla prostata: la mini invasività delle nuove tecniche

Autore: Prof. Francesco Greco
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Il mal funzionamento di un apparato urinario o genitale non sempre invia dei segnali chiari.

Nella maggior parte sei casi le patologie prostatiche inviano dei campanelli di allarme dati da disturbi comuni come i problemi di minzione ed, in alcuni casi, disfunzione sessuale. Il Prof. Francesco Greco, esperto in Urologia a Bergamo, ci parla del successo delle tecniche mini-invasive per la rimozione del tumore alla prostata.

Il tumore della prostata è la neoplasia più diffusa nell’uomo ed è una patologia strettamente legata all’età del paziente.

Le possibilità di ammalarsi aumentano dopo i 45 anni di età e circa due tumori su tre vengono diagnosticati nei soggetti con età superiore ai 65 anni.  

Tra i principali fattori da tenere sotto controllo vi è la familiarità, infatti pazienti che hanno dei parenti consanguinei che hanno contratto la patologia, hanno maggiori probabilità di ammalarsi.

Il successo delle tecniche mini-invasive per la rimozione del tumore alla prostata

Oggi, grazie all’evoluzione e alle nuove procedure mini-invasive utilizzate, la chirurgia assume un ruolo fondamentale e positivo, soprattutto nei casi in cui il carcinoma sia localizzato, il paziente in buona salute, con età inferiore ai 75 anni.
Circa il 90% dei soggetti con queste caratteristiche, che si sottopongo ad asportazione radicale della prostata, guariscono.

Quali sono i vantaggi della chirurgia mini-invasiva?

Le tecniche chirurgiche mini-invasive utilizzate come la laparoscopia e la chirurgia robotica permettono di:

  • Ridurre la grandezza delle incisioni
  • Ridurre il rischio di emorragie intra- e post-operatorie
  • Ridurre il dolore durante la fase post-operatoria

 Inoltre, il paziente sarà in grado di recuperarsi più rapidamente e con meno fatica con una convalescenza di circa 10-14 giorni.

La chirurgia mini-invasiva si avvale di apparecchiature di ultima generazione con ottiche in grado di ingrandire le immagini ottenute di almeno 8 volte rispetto all’occhio umano.

Grazie a questa caratteristica si ottengono migliori risultati funzionali postoperatori, relativi soprattutto al recupero precoce della continenza urinaria ed in casi ben selezionati della funzionalità erettile.

Le nuove procedure chirurgiche mini-invasive hanno sostituito totalmente le tradizionali tecniche della chirurgia a cielo aperto. Oltre al tumore alla prostata, la chirurgia laparoscopica e robotica, oggi è in grado di intervenire su tumori ai reni e alla vescica, con risultati decisamente interessanti per quanto riguarda i risultati funzionali ed oncologici.

Prof. Francesco Greco
Urologia

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