Tumore dei testicoli: fattori di rischio, sintomi e diagnosi

Autore: Prof. Francesco Greco
Pubblicato: | Aggiornato: 14/12/2018
Editor: Antonietta Rizzotti

Il tumore ai testicoli è una neoplasia poco diffusa e rappresenta circa l’1% dei tumori che interessano gli uomini. Il Prof. Francesco Greco, responsabile dell'UOC di Urologia dell'Humanitas di Bergamo, ci aiuta a capire meglio.

Quali sono i principali fattori di rischio del tumore ai testicoli?

Il tumore ai testicoli è una neoplasia che si origina nel sistema riproduttivo maschile, più precisamente nei testicoli, gli organi che hanno le due funzioni principali di produrre il testosterone, ovvero gli ormoni maschili o androgeni, e di produrre gli spermatozoi, necessari per la fecondazione della donna.
Le cause della patologia possono essere legate alle seguenti condizioni:

  • Criptorchidismo, ovvero la condizione per cui uno dei due testicoli non sia sceso nella sacca scrotale
  • Familiarità genetica
  • Difformità ai testicoli, ai reni o al pene
  • Infertilità
  • Tabagismo

Quali sono i principali sintomi del tumore ai testicoli?

Generalmente il processo tumorale è caratterizzato dalla comparsa dei seguenti sintomi:

  • Rigonfiamento a livello del testicolo
  • Dolore localizzato nell’addome, all’inguine o anche esteso alla schiena
  • Dolore al testicolo o alla sacca scrotale
  • Sensazione di pesantezza allo scroto
  • Idrocele, ovvero accumulo di liquido nella sacca scrotale
  • Senso di fatica e di malessere generale

Non sempre, però, la comparsa dei sintomi sopraelencati sono indice di una neoplasia, ma è comunque necessario rivolgersi ad un medico specialista urologo non appena si percepisca la presenza di questi campanelli d’allarme.

Come si effettua la diagnosi di un tumore ai testicoli?

La diagnosi di un tumore ai testicoli prevede l’esecuzione dei seguenti controlli specifici:

  • Esame obiettivo e storia clinica del paziente: l’esame obiettivo consiste nell’analizzare il rigonfiamento del testicolo, al fine di individuare se si tratta di una normali cisti o di una massa tumorale. Successivamente, attraverso la storia clinica del paziente (criptorchidismo o una familiarità), lo specialista sarà in grado di dare una migliore forma alla diagnosi;
  • Dosaggio dei marcatori o indicatori tumorali presenti nel sangue al fine di indirizzare o confermare una diagnosi. Tra i marcatori tumorali si possono evidenziare l’alfa-feto proteina, la beta HCG, la lattato deidrogenasi e la fosfatasi alcalina placentare, tutte sostanze biologiche prodotte in grandi quantità, se si è in presenza di una neoplasia, dalle cellule tumorali.
  • Ecografia scrotale: è una procedura non invasiva che permette di analizzare le dimensioni della massa nel testicolo e di verificare se la massa sia rappresentata da liquidi o sia una massa solida;
  • TAC o risonanza magnetica: si ricorre a questo controllo quando si teme che il tumore si sia esteso. Sarà quindi possibile verificare l’entità e l’estensione locale della patologia.

Prof. Francesco Greco
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