Tumori del colon- retto: cosa c’è da sapere?

Autore: Dott. Domenico Spoletini
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Il tumore del colon-retto si presenta più frequentemente nella fascia di età che va dai 60 agli 80 anni. In rare condizioni può presentarsi prima dei 40 anni. Uomini e donne ne vengono colpiti in egual misura. Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento del numero dei casi, ma anche ad una diminuzione della mortalità, grazie ad un'informazione più diffusa, alla diagnosi precoce ed ai nuovi trattamenti mirati. Ne parla il Dott. Domenico Spoletini, esperto in Chirurgia Generale a Roma

Esistono fattori di rischio legati alla patologia?

La malattia può essere legata ad alcuni fattori ambientali come una dieta ad alto contenuto di calorie, ricca di grassi animali e Anziani dal medicopovera di fibre; fattori genetici legati ad alcune sindromi familiari e malattie infiammatorie croniche intestinali.

Polipi e carcinomi che non rientrano tra le sindromi ereditarie vengono definiti "sporadici", sebbene anche in questo caso ci sia una predisposizione familiare. Si stima infatti che il rischio di sviluppare un tumore del colon aumenti di 2 o 3 volte nei parenti di primo grado di una persona affetta da cancro o da polipi del grosso intestino. La maggior parte dei tumori del colon retto originano da degenerazione neoplastica di polipi benigni, che possono essere asportati ambulatorialmente mediante esame endoscopico (colonscopia); è quindi di fondamentale importanza sottoporsi a esami di screening periodici.

Quali sono i sintomi caratterizzanti?

I sintomi sono molto variabili e condizionati da diversi fattori quali la sede del tumore, la sua estensione e l’eventuale presenza di ostruzione del lume intestinale o sanguinamento: ciò fa sì che le manifestazioni del cancro siano spesso sovrapponibili a quelle di molte altre malattie addominali o intestinali. I sintomi possono includere stanchezza e/o mancanza di appetito e calo ponderale, cambiamento dell’alvo, perdita di sangue dall’ano ovvero il riscontro di anemia di natura non specificata. Questi sintomi possono anche essere assenti, motivo per cui la prevenzione è essenziale.

In cosa consiste la diagnosi?

La diagnosi si avvale dell'esame clinico, che consiste nella palpazione dell'addome alla ricerca di eventuali masse e nell’esplorazione rettale.

Le indagini strumentali come la colonscopia con biopsia, ecografia, TC, risonanza magnetica e PET sono fondamentali, poiché permettono non solo di diagnosticare il tumore ma anche di valutare l’estensione locale e l’eventuale presenza di metastasi (stadiazione).

Quali sono i trattamenti maggiormente utilizzati?

La terapia che trova maggiore indicazione per i tumori colo-rettali è la chirurgia. L’intervento va proposto e discusso con il paziente ed è dovere dello specialista presentare tutte le possibili alternative chirurgiche. Il trattamento laparoscopico, ad oggi viene, considerato la procedura standard e consiste nell’utilizzo di una fonte luminosa, una telecamera ed alcuni strumenti che vengono inseriti nell’addome attraverso piccole incisioni sulla parete addominale per rimuovere il tratto di colon sede di malattia. Questa tecnica garantisce cicatrici più piccole, un ripristino più veloce delle funzioni del colon, minor dolore ed un ricovero ospedaliero più breve, a parità di radicalità oncologica.

Dott. Domenico Spoletini
Chirurgia generale

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