Tumori del fegato: quando si ricorre alla chirurgia?

Autore: Dott. Giovanni Vennarecci
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Chirurgia Generale a Napoli, il Dott. Giovanni Vennarecci, ci parla di come intervenire in caso di tumori benigni e/o maligni del fegato

Di cosa si occupa la chirurgia resettiva del fegato?

La chirurgia resettiva del fegato è una branca della chirurgia generale che consiste nella asportazione di una quota di parenchima epatica contenente la patologia da rimuovere. Le malattie epatiche per le quali è più frequentemente indicata la chirurgia sono rappresentate dai tumori del fegato, benigni o maligni. Tra questi ultimi, i più comuni sono i carcinomi epatocellulari, i colangiocarcinomi, le metastasi epatiche da carcinoma colorettale o da altre forme tumorali come il carcinoma della mammella, i carcinomi neuroendocrini. Tra le lesioni benigne, le più frequentemente riscontrate sono gli angiomi, gli adenomi e le iperplasie nodulari focali. Di queste, solo alcune forme trovano indicazione ad essere trattate chirurgicamente.

Epatocarcinoma: come affrontarlo?

chirurghi in sala operatoriaL’epatocarcinoma, la patologia tumorale primitiva del fegato più frequente, insorge solitamente su un quadro di epatopatia cronica o di cirrosi. La cirrosi è causata nella maggior parte dei casi dall’abuso alcolico, da infezioni virali (HBV, HCV) o da sindromi metaboliche. Altre rare cause di cirrosi sono le epatopatie ereditarie, autoimmuni e le malattie primitive dell’albero biliare. La chirurgia epatica, che si rende necessaria in caso di patologia tumorale maligna o benigna, in determinati casi, si può eseguire sia su fegato sano che su fegato cirrotico. La cirrosi, tuttavia, nei casi più avanzati con ipertensione portale significativa, può rappresentare una controindicazione alla chirurgia resettiva. Altre controindicazioni possono essere rappresentate dalle comorbidità del paziente che talora rendono un intervento demolitivo particolarmente rischioso.

Cosa prevede l’intervento chirurgico?

Le procedure per patologia tumorale sono chiamate epatectomie e consistono nella rimozione di una quota di parenchima epatico “a la demande” (wedge resections) o di ben determinate regioni anatomiche di parenchima epatico, chiamate segmenti. Si distinguono epatectomie maggiori e minori a seconda che vengano rimossi più o meno di tre segmenti epatici adiacenti. Solitamente, il paziente viene preparato a questi interventi con un percorso di preospedalizzazione in cui vengono eseguiti gli accertamenti necessari ad escludere controindicazioni all’intervento e a quantificare il rischio operatorio. Il post-operatorio, che può prevedere una degenza in terapia intensiva, varia a seconda dell’entità dell’intervento subito. Solitamente, beneficia di percorsi di precoce recupero dopo la chirurgia (ERAS) che consentono al paziente, in assenza di complicanze di essere dimesso dopo 5-7 giorni dall’intervento.

Dott. Giovanni Vennarecci
Chirurgia generale

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