Tutti i passi in avanti nella cura della leucemia!

Autore: Prof. Roberto Massimo Lemoli
Pubblicato:
Editor: Cecilia Ghidotti

La leucemia è sempre stata e continua ad essere una delle più grandi sfide nella medicina moderna. Nella seguente intervista, il Prof. Roberto Massimo Lemoli esperto in Ematologia a Genova, ci racconta le nuove scoperte scientifiche nella cura della LAM

Vi sono novità terapeutiche per il trattamento della leucemia?

Per circa 40 anni lo scenario terapeutico della Leucemia Acuta Mieloblastica (LAM) è rimasto sostanzialmente invariato. Viceversa, negli ultimi anni sono stati sperimentati, approvati e quindi sono ora comunemente utilizzati diversi nuovi farmaci che hanno modificato il panorama terapeutico. Analogamente, anche per la Leucemia Acuta Linfoblastica (LAL) sono stati approvati farmaci che hanno dimostrato attività anti leucemica molto alta.

Come si differenziano queste nuove terapie da quelle più convenzionali?

Per quanto riguarda la LAM, la chemioterapia è stata potenziata attraverso la associazione con un anticorpo monoclonale diretto verso una molecola espressa sulle cellule leucemiche (CD33). Questa associazione si è dimostrata superiore alla chemioterapia convenzionale nelle forme a rischi basso-intermedio. Vi sono, inoltre, alcune LAM che sono caratterizzate da una particolare alterazione genomica (mutazione del gene FLT-3). Per queste LAM (spesso ad alto rischio di ricaduta), la chemioterapia è stata associata con una classe di nuove molecole che identificano in maniera specifica questa alterazione delle cellule leucemiche (terapia target). Anche in questo caso, il miglioramento della sopravvivenza dei pazienti con LAM è stato evidente.

Nelle LAL, l’utilizzo di anticorpi monoclonali diretti verso molecole espresse dalle cellule leucemiche (CD19 e CD22) hanno permesso di portare in remissione completa pazienti che avevano ancora malattia dopo trattamenti chemioterapici.

Sono aumentate le speranze di un trattamento efficace anche nei pazienti anziani?

Anche i pazienti più anziani possono essere trattati in maniera più efficace. Recentemente, sono stati approvati per il paziente anziano con LAM alcuni farmaci che hanno migliorato in maniera significativa la sopravvivenza. In particolare, il paziente anziano con LAM secondaria a pregressa chemioterapia per altri tumori o Mielodisplasia può beneficiare di una nuova formulazione liposomiale di “vecchi” farmaci con vantaggio clinico. Inoltre, è stata recentemente approvata la combinazione di un nuovo farmaco che induce la morte delle cellule leucemiche con un agente che corregge alcuni difetti genomici delle cellule leucemiche.

Vi è ancora un ruolo per il trapianto di cellule staminali?

Sicuramente il trapianto di cellule staminali del sangue rappresenta una opzione terapeutica fondamentale per i pazienti con LAM e LAL. Peraltro, negli ultimi anni si è assistito al miglioramento delle tecniche di trapianto (regimi di condizionamento, scelta del donatore ecc.) ed alla terapia di supporto anti infettiva ecc. Tutto questo ha portato alla estensione della età in cui il trapianto è fattibile e ora non è raro trovare pazienti con età maggiore ai 70 anni candidati a tale procedura. Inoltre, si sono affinate le metodiche di valutazione della presenza di malattia per cui ora è maggiormente possibile affrontare il trapianto in condizioni ottimali, in uno stato di remissione completa.

Prof. Roberto Massimo Lemoli
Ematologia

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