Tutto quello che devi sapere sulla Valvulopatia

Autore: Dott. Domenico Mangino
Pubblicato: | Aggiornato: 20/07/2018
Editor: Top Doctors®

La valvulopatia è una patologia a causa della quale le valvole cardiache non funzionano correttamente e che al giorno d’oggi può essere trattata solo con l’intervento chirurgico: il Dott. Domenico Mangino, esperto in Cardiochirurgia a Mestre, spiega cos’è e con quali tecniche si può curare 

Valvulopatia: che cos’è?

La valvulopatia è una patologia che colpisce le valvole del cuore influendo negativamente sul corretto flusso di sangue e causando in alcuni casi gravi scompensi cardiaci: può essere di origine congenita, ovvero sviluppata dalla nascita e che si manifesta in età giovanile entro i 20-30 anni, o degenerativa, che insorge nei pazienti tra i 70 e gli 80 anni ed è aggravata dall’avanzamento dell’età. Solitamente sono la valvola mitrale e l’aorta che vengono colpite da valvulopatia.

Da cosa è causata la valvulopatia?

La causa principale dell’insorgenza della valvulopatia risiede nell’alterazione del metabolismo del calcio, con conseguente calcificazione delle valvole. Nel caso della aorta, essa tende a diventare stenotica, ovvero più stretta, ostruendo il flusso sanguigno e non essendo in grado di chiudersi correttamente; nel caso della valvola mitrale, invece, essa tende a diventare “insufficiente”, ovvero più larga, non riuscendo più a contenere il sangue. Esiste poi una causa molto rara, soprattutto nei paesi industrializzati, che è la malattia reumatica: nei paesi dove non si effettua la profilassi per la tonsillite, cioè il trattamento con antibiotici nei casi di bambini che soffrono di attacchi ripetuti di tale patologia, è più probabile sviluppare malattie reumatiche che possono causare la valvulopatia.

Quali sono i sintomi della valvulopatia?

Sia la valvulopatia aortica che quella mitralica sono caratterizzate da sintomi quali mancanza di respiro e gambe gonfie; tuttavia, la prima può far insorgere nei casi di malattia più avanzata anche dolore al petto e sincope (svenimento), mentre la seconda può causare scompenso cardiaco ed edema polmonare.

Curare la valvulopatia con la chirurgia

L’unica possibilità di trattamento della valvulopatia è l’intervento chirurgico. Sia l’intervento di riparazione della valvulopatia mitralica degenerativa che di quella aortica congenita hanno ottime possibilità di riuscita, tuttavia nei casi più gravi è necessario sostituire la valvola con protesi artificiali. Ad oggi esistono tecniche percutanee, ovvero il posizionamento della valvola transcatetere (TAVI), che vengono molto utilizzate soprattutto nei pazienti in età avanzata: tuttavia, se è necessario riparare la valvola l’unico intervento ad oggi disponibile è quello a cuore aperto. Ad oggi in Italia ci sono pochi centri specializzati nella riparazione della valvola aortica, questo perché è un intervento più complicato e meno congeniale rispetto alla sostituzione e inoltre, tanto in Italia come all’estero, è meno praticata.

Due casi particolari: donne in gravidanza e sportivi

Nella maggior parte dei casi le donne in gravidanza che soffrono o scoprono di soffrire di valvulopatia possono portare avanti la gestazione senza conseguenze e normalmente vengono operate dopo aver partorito. Tuttavia in rari casi si sottopone la donna all’intervento prima della nascita del bambino, ma solo quando la paziente contrae un’infezione che ha attaccato le valvole chiamata endocardite
Gli sportivi, invece, non possono effettuare nessun tipo di attività prima che la patologia venga trattata: il medico dello sport al momento della visita si accorgerà dell’anomalia e richiederà gli accertamenti necessari per verificare l’entità del “soffio al cuore”. Una volta diagnosticata la patologia, la valvola verrà sostituita o riparata: l’atleta potrà tornare a praticare sport solo dopo il periodo di riabilitazione e le visite controllo necessarie.

Dott. Domenico Mangino
Cardiochirurgia

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