Una nuova tecnica per trattare il tumore al retto: la TaTME

Autore: Prof. Marco Caricato
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Editor: Top Doctors®

Il tumore al retto colpisce ogni anno 53.000 nuovi casi. La TaTME è una tecnica laparoscopica innovativa che presenta molti vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale: il Prof. Marco Caricato, esperto in Chirurgia Generale a Roma, spiega come si effettua e quali sono i suoi vantaggi

Incidenza e trattamento del tumore al retto

Il tumore al colon-retto è uno dei più diffusi in Italia, nel 2017 era al secondo posto tra le donne (13%) e tra gli uomini (16%) per incidenza e mortalità: ogni anno vengono diagnosticati oltre 53.000 nuovi casi. Questa patologia viene maggiormente trattata con l’intervento chirurgico, spesso accompagnato da cicli di radioterapia e in alcuni casi da più cicli di chemioterapia.
Un tipo di trattamento che in molti casi viene preso in considerazione perché meno impegnativo, è l’intervento in laparoscopia: il Campus Bio-Medico di Roma è specializzato in questo tipo di trattamento, superando di gran lunga la media nazionale (il 49% del tumore del colon e il 77% di quello del retto contro il 32,2% e il 40,4% della media italiana). In questo centro, infatti, si combina la tecnica laparoscopica con il protocollo chiamato ERAS (Enanced Recovery After Surgery, ovvero il rapido recupero post-operatorio) e con la ricerca, in modo da offrire ai paziente una terapia valida e sempre all’avanguardia. Per tutti questi motivi, nell’ambito della chirurgia laparoscopica dei tumori al retto, il Campus Bio-Medico è stato uno dei primi in Italia ad applicare la tecnica TaTME, che consente di ottimizzare la radicalità chirurgica e di identificare in maniera semplice la sede della neoplasia.

Quali sono le ultime tecniche chirurgiche?

Negli ultimi anni le tecniche per la cura del cancro del retto sono migliorate e hanno dato risultati oncologici e funzionali molto positivi. La chirurgia laparoscopica mini-invasiva nel tempo si è dimostrata sicura, efficace e in grado di migliorare i risultati a breve termine anche in termini di qualità visiva, estetica e funzionale. Il primo passo per arrivare alla TaTME, è stata la tecnica TME (Total Mesorectal Excision), ovvero la escissione totale del mesoretto (la piega del peritoneo che connette il retto alla parete posteriore dell’addome). Con questa tecnica si identificava in modo preciso il tessuto da asportare per eliminare il tumore e i linfonodi potenzialmente interessati: la TME ha così migliorato in maniera sostanziale la prognosi del tumore al retto, mettendo le basi per lo sviluppo della TaTME. 

Che cos’è la TaTME?

La TaTME (TransAnal Total Mesorectal Excision o Escissione totale del mesoretto per via transanale) è un’evoluzione della TME, emersa recentemente e caratterizzata da un accesso chirurgico innovativo, riscuotendo grande interesse nel mondo della chirurgia colon-rettale a livello mondiale. Durante l’intervento chirurgico tradizionale, per arrivare alla zona colpita dal tumore, si accedeva dall’addome per poi scendere verso il bacino: con la TaTME si accede invece per via transanale, consentendo così una migliore visione della parte finale del retto. È una tecnica che richiede una grande esperienza nella chirurgia laparoscopica e transanale, oltre ad un lungo e impegnativo periodo di apprendimento: nonostante ciò, la TaTME offre numerosi vantaggi ai pazienti, tra i quali:

  • Bassa incidenza di complicanze
  • Basso numero di interventi demolitivi dello sfintere
  • Miglior rispetto dei piani anatomici
  • Maggiore radicalità dell’intervento

Dato il grande interesse suscitato da questa tecnica in campo medico, quest’anno il 3 e 4 maggio si è svolto al Campus Bio-Medico di Roma il primo Congresso italiano sulla TaTME, presieduto dal Prof. Caricato. La Faculty italiana ed internazionale, di altissimo livello, è stata composta dai più competenti esperti della metodica, è stato eseguito in diretta video dalle sale operatorie del Campus un intervento chirurgico da una equipe internazionale.

Prof. Marco Caricato
Chirurgia generale

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