Varici: cosa sono e come si trattano

Autore: Prof. Ferruccio Ferrero
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Editor: Top Doctors®

Le varici sono una dilatazione patologica delle vene superficiali degli arti inferiori. Solo in Italia, questa malattia colpisce circa 4 donne su 10. Il Professor Ferruccio Ferrero, esperto in Chirurgia Vascolare, ci parla di questa patologia e del suo trattamento

 

 

Cosa sono le varici?

Si tratta di una patologia caratterizzata dalla perdita di funzionalità del sistema valvolare delle vene, che svolge l’azione d’impedire il reflusso di sangue verso le zone periferiche.

Ciò comporta un aumento progressivo della pressione venosa nelle parti più distali con sfiancamento progressivo delle vene stesse, e loro trasformazione in vere e proprie varici.

La mancata funzionalità delle valvole determina l’inversione di flusso del sangue nelle vene: il sangue non scorre più dalla periferia al cuore, ma tende a ristagnare nelle zone periferiche (gambe e piedi). Conseguenza nel tempo di tale inversione di flusso è la comparsa delle varici con tutta una serie di sintomi tipicamente legati alla malattia: macchie scure (discromie), arrossamento, secchezza della pelle etc.

Inoltre, possono manifestarsi flebiti (infiammazioni della parete venosa, con trombosi al loro interno) o vere e proprie ulcere, che di solito appaiono nella parte inferiore della gamba, nella regione intorno alle caviglie.

Le varici si distinguono in primitive (molto più frequenti) se non dipendono da altre patologie, e secondarie se sono causate da altre malattie già presenti (ad esempio, da una pregressa trombosi venosa profonda).

Una diagnosi esatta si ottiene con l’esame clinico e con rilievi strumentali che dimostrano l’insufficienza venosa. La tecnica più usata è l’ecocolordoppler.

 

Trattamento delle vene varicose: indicazioni e tipologie

Il trattamento delle vene varicose si avvale di diverse tecniche, a seconda del tipo di varici, dell’età del paziente e del suo stato clinico generale.

 

Per quanto riguarda le tecniche chirurgiche più utilizzate, ci sono:

  • Varicectomie isolate: la chirurgia consiste in piccole incisioni cutanee con asportazione delle varici mediante piccoli uncini.
  • Safenectomia: questo intervento consiste nell’asportazione delle safene (le vene superficiali più importanti degli arti inferiori). La tecnica più usata è quella dello stripping, che consiste nello sfilamento della grande o della piccola safena mediante una sonda introdotta nel lume della vena. Questo intervento si realizza in anestesia locale, spinale o generale, a seconda del quadro clinico del paziente.
  • Crossectomia: consiste nella legatura e sezione della safena allo sbocco di questa nel sistema venoso profondo.
  • C.H.I.V.A.: si tratta di una tecnica di deconnessione della safena, pensata per impedire il ristagno del sangue nel sistema venoso superficiale.
  • S.E.P.S.: tecnica mininvasiva, che consiste nell’utilizzo di un endoscopio per la legatura e l’interruzione di vene perforanti malate.
  • Obliterazione endovenosa con tecnica Laser.
  • Obliterazione endovenosa con radiofrequenza.
  • Scleroterapia: si tratta di una procedura che consiste nell’iniettare, all’interno dei vasi capillari, una dose di soluzione sclerosante capace di provocarne rottura e collasso.

 

Tutti questi interventi vengono eseguiti in Day Surgery e talvolta ambulatorialmente, ricorrendo a tecniche anestetiche locali, che permettono un rapido recupero.

 

Prof. Ferruccio Ferrero
Chirurgia vascolare

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