Otoneurochirurgia

Specializzazione di Otorinolaringoiatria

Che cos’è l’otoneurochirurgia?

L’otoneurochirurgia è la branca dell’otoneurologia che si occupa del trattamento chirurgico di tutte le patologie in essa comprese. In tal senso, tratterà le malattie che colpiscono l’orecchio interno e una serie di nervi che passano per l’orecchio o nelle sue vicinanze (facciale, acustico, vestibolare, cranici inferiori, ipoglosso, vago e spinale). Vengono dunque comprese nell’otoneurochirurgia anche la chirurgia del neurinoma dell’acustico, la chirurgia della fossa posteriore e la chirurgia della regione laterale della base cranica, tra le altre. Gli interventi vengono eseguiti dallo specialista in otorinolaringoiatria con operazioni mini-invasive, la cui grande precisione permette di lavorare in aree ristrette.

Perché si esegue?

L’otoneurochirurgia serve per la diagnosi precoce di lesioni periferiche o centrali o di patologie della base laterale del cranio, così come del loro trattamento. La diagnosi di sospetto neurinoma dell’acustico viene formulata di fronte a un deterioramento delle funzioni uditive e vestibolari. L’otorinolaringoiatra, tramite le diverse tecniche e approcci dell’otoneurochirurgia, si occuperà delle vie uditive e vestibolari, della preservazione degli organi e del ripristino dell’udito (tramite impianti cocleari o al tronco) e dell’equilibrio (tramite posturografia dinamica). Analogamente, è inclusa nella neurochirurgia la conoscenza del nervo facciale e la capacità di trattarlo e di eseguirne la riabilitazione.

In cosa consiste?

L’otoneurochirurgia si serve di vie di accesso di vario tipo per poter trattare correttamente i disturbi del paziente. In tal senso esistono vie dette presigmoidee come la retrolabirintica, la translabirintica, la transcocleare o la transotica, oltre agli orifizi della Fossa Cranica Media. Tutte queste vie di accesso fanno parte della pratica abituale dell’otorinolaringoiatra. Analogamente, le vie infratemporali e una combinazione di diverse vie danno accesso alle lesioni localizzate in zone di più difficile accesso. Anche le vie di accesso tradizionali della neurochirurgia, come quella retrosigmoidea o quella laterale estrema, fanno parte dell’otorinolaringoiatria.

Lo specialista eseguirà un’anestesia locale per realizzare le incisioni e gli interventi necessari sul paziente, e deciderà la via d’accesso migliore per il caso specifico.

Preparazione per un intervento di otoneurochirurgia

Prima dell’operazione lo specialista in otorinolaringoiatria si assicurerà che il paziente non presenti infezioni all’orecchio. Per questo condurrà vari esami, tra cui un test otoscopico e uno dell’udito. In alcuni casi sarà necessaria una TAC alla testa. Analogamente, è importante che il paziente chieda al medico quali farmaci può o meno assumere prima dell’operazione; è possibile che una settimana prima dell’intervento debba smettere di assumerne alcuni (antinfiammatori, anticoagulanti o a base di acido acetilsalicilico).

Recupero postintervento

Il paziente dovrà seguire una serie di consigli per assicurare una guarigione adeguata dopo l’intervento. Lo specialista in otorinolaringoiatria gli darà tutti i dettagli, ma in generale dovrà evitare qualsiasi colpo all’orecchio o che vi entri acqua. Il paziente inoltre dovrà evitare di prendere aerei, nuotare o immergersi, o qualsiasi altro eccesso di pressione.

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